Problemi di riforma scolastica marrà loro per gli anni maturi che un'eco debolissima nella mente, tutta assorta in preoccupazioni piu materiali. Se a colui che a suo tempo sarà, medico, noi imponiamo di studiare nel liceo la storia di tanta gente che è morta e sepolta da un pezzo e non insegna oggi né a tastare i polsi né a trapanare i cran1, questo avviene perché facendo conoscere al futuro elettore influente, o presidente di società politiche od economiche, o consigliere comunale, o deputato - poco importa se medico o ingegnere o avvocato - in che modo si sia formata la società medesima e in che cosa essa differisca dalle società dei tempi passati, noi lo prepariamo ai suoi futuri uffici politici. Non già che s'intenda farne un monarchico o un socialista o un clericale, secondo che meglio piaccia a noi o spiri il vento governativo: le correnti politiche e religiose nascono tutte fuori della scuola, e gli uomini le creano e se ne lasciano trascinare indipendentemente dagl'impulsi ricevuti nella scuola: dai licei gesuitici uscirono molti tra i rivoluzionar1 del secolo XVIII e XIX. Ma l'alunno della nostra scuola, dato che abbia ingegno sufficiente e se non gli sia occorsa la disgrazia d'inciampare in un maestro inetto, anche se dopo uscito dalla scuola dimenticherà tutti i fatti concreti studiati - e questo deve avvenire quasi sempre, ed ecco perché la scuola non serve a nulla, - quale che sia il suo stato sociale, quali che sieno le sue idee politiche e religiose, qualunque posto di combattimento gli avranno assegnato le tradizioni di famiglia, gl'interessi, la suggestione dell'ambiente, il temperamento individuale, non sarà né un semplicista, né un intollerante, né un cieco; non crederà che il mondo non debba piu mutare o possa mutare a un tratto; saprà osservare, criticare, valutare i fatti con pensiero, se non assolutamente sereno, certo meno esclusivo e nebbioso di chi in vita sua non abbia studiato se non anatomia e fisiologia e patologia per diventare buon medico. Una scuola, insomma, destinata a educare nell'adolescenza i futuri cittadini della classe dirigente, non deve tanto fornire ad essi gli strumenti per guadagnar quattrini - a questo provvede a suo tempo l'università - quanto dare l'attitudine generica a seguire con profitto gli stud1 universitari - e in ciò è anch'essa indirettamente utilitaria - e specialmente imprimere nei suoi alunni certe abitudini intellettuali e morali, che non hanno nulla da vedere con l'arte rispettabilissima di riempire il marsupio, ma che la società ha tutto l'interesse di coltivare in chi è chiamato ad esercitare in essa e su di essa una qualunque autorità. Se volessimo fare un paradosso, diremmo che la scuola media delle classi dirigenti deve insegnare, non ciò che è utile agli alunni, ma ciò che sarà utile alla società, anche se dovesse riuscire dannoso agli alunni. Ed è questa - si badi bene - quando si tratta di una scuola media preparatoria per gli stud1 universitari, la sola giustificazione legittima e accettabile della scuola di Stato, e delle spese che tutte le classi di cittadini, comprese le classi piu umili e meno apparentemente interessate, sop416 BibliotécaGino Bianco
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