Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

La riforma della scuola media questione fondamentale, di cui furono posti dinanzi i termini. I quali sono tuttavia cosi ardui, che s'ingannerebbe chi pensasse di trovare in un unico disegno di legge la soluzione del poderoso e complesso problema. - Si tratta di creare tutto un sistema di scuole speciali preordinato alle elementari, dove ciascuno possa attingere quanta istruzione gli basti in proporzione della sua prossima immediata attività professionale e sociale. Bisogna poi coordinare a questo sistema la vera scuola di cultura generale, dove le facoltà dello spirito abbiano campo di svilupparsi' indisturbate. - Ora per soddisfare a tanti e cosi svariati bisogni un sol disegno di legge non basta. Occorre tutta una larga politica scolastica costantemente indirizzata verso quei fini molteplici, e pur coordinati fra loro; occorre una lunga serie di tentativi, di ritocchi e di esperimenti, ora attendendo la pressione di bisogni effettivi, ora imprimendo a questi un nuovo impulso, procedendo sempre con cautela, ma con larghezza e prontezza di mezzi e di risorse verso il progressivo sviluppo ed adattamento dei vecchi organismi scolastici alle nuove forme · ed alle mutate contingenze sociali. E poiché le necessità presenti, quali derivano dall'enorme estensione dei campi dello scibile, impongono di abbandonare il vecchio ideale di una scuola di cultura generale formata sopra un tipo inflessibilmente unico, io penso che bisogna in Italia iniziare una serie molteplice di esperienze su nuove forme di scuole secondarie, di cui alcuna a tipo rigidamente classico, altra a tipo prevalentemente positivo, altra ancora a tipo letterario moderno, e lasciare che l'esperienza illumini praticamente sulla bontà di quei vari tipi, avendo cosi il piu decisivo e sicuro criterio per la misura della diffusione loro, senza alcuna repugnanza per la loro eventuale coesistenza.30 Sono idee espresse in forma troppo astratta e imprecisa, ma a cui nell'insieme noi sottoscriviamo senza esitazione alcuna, e in esse potremmo riassumere tutto il succo di questo nostro lavoro, perché tracciano - a nostro parere - la sola via buona e sicura per ridar vita e vigore agli attuali inerti ordinamenti scolastici. Ma ad un tratto la relazione prende un indirizzo cosf nuovo e inaspettato e opposto a quello seguito dapprima, che viene la tentazione di giudicarla opera di due pensieri diversi: dei quali il primo appartiene ad un uomo di ingegno largo ed elevato, che vede il problema da tutti i lati e ne intuisce le soluzioni, ma non riesce a formulare le proprie idee in linee concrete per difetto di preparazione tecnica speciale; l'altro, invece, appartiene ad uno specialista terra terra, fornito di poche idee chiare ma ristrette, incapace di guardare il problema nella sua vasta complessità, colpito dalla visione netta di un male di cui gli sfuggiranno sempre le cause, e preoccupato solo di farne sparire i sintomi, salvo a riprender domani coscienziosamente la lotta alla spicciolata contro sintomi nuovi: una testa di burocratico, insomma, e una testa di uomo politico, che si mettono insieme a fare una riforma; e mentre quello agisce e stende il decreto, questo parla e scrive la relazione; e l'uno non capisce l'altro; ma si trovano perfettamente d'accordo, l'uno a credere di approvare un decreto conforme alle proprie idee, e l'altro a lasciarglielo credere e a fare un decreto... contrario. Il R. D. 11 nov. 1904, infatti, non prepara nessun "sistema speciale di 30 "Bollettino del Ministero della P. I.," 1904, pp. 2846 sg. 407 BibliotecaGino Bianco

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