La riforma della scuola media queste la solita miscela di cognizioni enciclopediche, l'on. Orlando ha mandato al Ginnasio, come alla Tecnica, alunni meno maturi per età e intellettualmente peggio preparati. Questa assoluta incapacità della scolaresca a seguire con, profitto gli stud:ì della prima ginnasiale e specialmente quelli di latino, doveva portare per conseguenza la necessità di posticipare l'insegnamento del latino per dar tempo ai bambini di prepararvisi con una buona propedeutica di lingua italiana. E per conseguenza sarebbe stato necessario riordinare tutti gl'insegnamenti delle classi successive per coordinarli al latino posticipato. Era una riforma generale e gravissima, che avrebbe richiamata per la sua gravità l'attenzione di tutti e contro cui sarebbero insorti furiosamente i classicisti; i quali avrebbero fatto notare che, se con otto anni di latino non si otteneva prima un profitto del tutto soddisfacente, meno ancora c'era da aspettarne da un insegnamento scemato di un anno. Ma il Ministero, che non vuol noie, e il latino lo vuol far m'orire nel Ginnasio inferiore di morte lenta e senza che i classicisti urlino troppo, non ha fatta nessuna riforma nei programmi, non ha abolito apertamente il latino nel primo anno; solo lo ha con una piccola circolare confinato nell'ultimo trimestre, vietando agl'insegnanti di farne cominciare lo studio prima dell'aprile. Orai che latino si può studiare in poche settimane, a cui seguiranno subito le vacanze estive? Quale insegnante oserebbe in queste condizioni negare la promozione alla seconda per il solo latino? II latino, dunque, in prima ginnasiale è abolito di fatto; e lo studio vero, di cui si tien conto nelle promozioni, incomincia nella seconda ginnasiale. La quinta elementare di una volta è entrata nella -prima ginnasiale di ora come un vagone in un altro negli scontri ferroviari. La prima ginnasiale di una volta è la seconda ginnasiale di ora. Ma tutti i vecchi ordinamenti esterni restano immutati, e l'alunno deve sempre sapere alla fine della seconda ginnasiale, dopo un solo anno di studio, quello stesso latino, che imparava prima a mala pena in due anni. Cosf apparirà sempre meglio che il latino non è adatto alle "tenere menti infantili," e che la scuola classica va riformata. Dopo di che era opportuno dimostrare che neanche il greco e neppure la matematica sono adatti alle piu dure cervici adulte. Ed ecco che il R. D. 11 nov. 1904 introduce negli ultimi due anni del Liceo la opzione fra il greco e la matematica. E nulla meglio di questa strana riforma rivela i danni delle cure frammentarie e sintomatiche, aggravate da tutti i vecchi pregiudiz:ì intorno alla "cultura generale," e non presidiate da nessuna sintetica visione della materia su cui si pretende di operare. Le premesse di questa riforma, che scoppiò sulle scuole come un fulmine a ciel sereno e della quale nessuno - neanche il ministro che ne ha la pubblica responsabilità - ha voluto assumere le difese, sono perfettamente ragionevoli, e appunto per questo fanno a pugni - spettacolo impagabile! - con le disposizioni concrete della riforma stessa. 405 BibliotecaGino Bianco --
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