Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

La riforma della scuola media lingua, ma avrebbero anche una conoscenza abbastanza chiara della storia letteraria della Francia"; che cosa si poteva desiderar di meglio? "I lamenti dei professori di scienze sono dimostrati privi di fondamento dalle opposte dichiarazioni dei loro colleghi e dalle unanimi attestazioni dei presidi." Quanto ai professori di filosofia, se "invece di rassegnarsi, preferissero di andarsene," sarebbe questa una ottima occasione per dir loro: "buon viaggio!"; "qual beneficio non sarebbe per gli stud1 classici, se degli attuali professori di filosofia si potessero fare tanti insegnanti di latino o di greco, per modo che l'insegnamento delle due lingue classiche, ora addossato ad un solo professore, fosse diviso fra due! 1126 Ben diverso fu il giudizio di ~hiunque avesse pratica sufficiente della scuola classica. Ognuno può vedere - osservava il Kerbaker - come nel Liceo moderno, anziché diminuito, sia accresciuto il peso delle materie da studiarsi, e può anche prevedere in quali maggiori angustie si troveranno ridotti gli studi dell'italiano, del latino e del greco, pei quali tanto scarseggia il profitto, appunto perché manca agli studiosi il tempo necessario per le convenienti letture, i componimenti meditati e gli esercizi di lingua e di stile. D'altra parte, se si prende avviso dai risultati troppo noti che si ricavano dall'insegnamento del francese nel ginnasio, dove esso figura come accessorio accanto all'insegnamento classico, è pur ovvio pronosticare i risultati del francese e del tedesco nel Liceo. Altro che riduzione dei programmi! Siamo sempre alla cultura enciclopedica, a quel sovraccarico delle materie, contro cui tanto si grida! Si vede che il Ministro, incalzato e premuto dalle istanze di tali che gridavano lingue vive - cultura moderna - studt utili e chiedevano che ad alcune lingue moderne si facesse luogo nel liceo rimovendone il greco ed anche restringendo il latino, volle contentare i gridatori e nello stesso tempo non disgustare i fautori degli studi classici, i quali si opposero risoluti e impetrarono il mantenimento del greco, che da principio si disse escluso dal nuovo Liceo. Bene si comprese che l'esclusione dell'insegnamento del greco dal Liceo moderno, potendo riguardarsi come un provvedimento anticipato, un accenno alla sua non lontana soppressione, avrebbe avuto per effetto di esautorarlo del tutto nel Liceo antico! Ma la nuova diminuzione della filosofia nel Liceo moderno non è essa meno nociva al prestigio e all'autorità di tale insegnamento? Si può inoltre osservare che, pur riconosciuto come importantissimo l'insegnamento delle lingue moderne, non ne viene per conseguenza che esso debba avere il suo posto nell'Istituto classico... Si può bene ammettere l'utilità, anzi la necessità di un maggior numero di scuole di lingue moderne, anche di grado superiore od universitario, e promuoverne l'istituzione, ma non vi ha perciò ragione di costituire l'insegnamento delle lingue straniere come parte integrante di una scuola, che ha già il suo carattere e i suoi fini particolari, quale è il Liceo... Non basta, poi, riconoscere che un insegnamento è utile ed importante; ma bisogna vedere se stia bene in quel conserta d'insegnamenti, in mezzo ai quali è collocato. Ora non ci vuol molto a comprendere come codesto studio del tedesco (che comincia dai primi elementi) e del francese (che s'innesta su quel francese ginnasiale!) non solo venga ad urtare contro le difficoltà già gravissime dell'orario, ma si trovi in duro contrasto collo studio del greco e del latino, stante la grande diversità del metodo, del fine e del carattere stesso e del valore sostanziale dell'insegnamento; a quel modo che la cultura e la carriera scientifica e didattica sono al tutto diverse nel professore di lingue moderne e nel professore laureato in filologia classica! Nuovo e curioso miscuglio davvero di antichità e -di modernità, in quelle lezioni e in quei còmpiti di greco e di latino, frammezzati a quelli di francese e di 26 "Bollettino del Ministero della P. I., " 16 novembre 1899. 403 BibliotecaGino Biancò

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