Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

La riforma della scuola media nella nuova condizione quel corredo di sapere pratico che gli occorre, non è mai un perduto per la società. Ma che cosa dovrebbero fare tanti medici senza malati, tanti avvocati senza cause, tanti professori senza scolari? Essi sarebbero perduti davvero, perché a causa dell'età piu inoltrata piu difficilmente si adatterebbero ad una condizione diversa, alla quale non sono in nessuna maniera preparati. Rendere ancora piu agevoli gli stud1 sarebbe uguale a prolungare il falso miraggio, ed avrebbe per inevitabile effetto di abbassare la cultura senza risolvere il problema degli spostati, rendendolo anzi piu grave e piu pauroso.22 Invocheremo, dunque, la restituzione degli esami, ed esigeremo che questi sieno fatti con le maggiori garenzie di rigidità? Invochiamo ed esigiamo pure. Ma ricordiamoci che gli esami, anche quando c'erano, non si facevano sul serio; perché a farli sul serio sarebbe stato necessario bocciare ogni anno l'ottanta per cento degli alunni. In un sistema scolastico mal congegnato, in cui gli alunni hanno buon gioco per mettere a carico della scuola gli effetti della loro infingardaggine e insufficienza intellettuale, non è lecito agl'insegnanti essere severi. È necessario confessare la verità cruda e dolorosa: il Liceo-ginnasio è stato sempre impotente a compiere quell'opera di classificazione sociale, che la legge Casati gli affidò. La moltitudine, che da ogni parte vi accorre, rompe tutte le dighe, e costringe i maestri ad abbassare ogni giorno piu il livello dell'insegnamento e il criterio degli esami. E la pubblica opinione abilmente eccitata e punzecchiata dagl'intriganti della politica e dai risaliti del denaro, pensa e grida che se gli alunni della scuola classica trascurano questa o quella disciplina, e giocano a ingannare i professori, e copiano i lavori di latino, e si ridono delle coniugazioni greche, non hanno poi tutti i torti. Sotto il peso di queste pressioni non v'ha tenace volontà di maestro, che non resti alla fine fiaccata: le maglie della rete si allentano e si logorano ogni giorno piu; e ogni animale, per quanto tondo, o prima o poi riesce a svilupparsene. È una lotta subdola d'inganni, di sotterfugi, di frodi miserabili dell'alunno contro il maestro; finché questi, stanco, disgustato, premuto dal peso della pubblica indignazione, che gli fa colpa di attribuire una eccessiva importanza a stud1 che non ne hanno nessuna, cede; e l'alunno trionfante ruba la licenza, e cancella in sé ogni traccia, ogni ricordo dell'antica odiosa coercizione classica. L'ignoranza non ha mai impedito nelle nostre scuole a nessuno di salire in alto. Ricchezza, pazienza asinina e servilità: ecco le tre chiavi che aprono a qualunque inetto le porte di ferro della scuola classica. VI Vengono, finalmente, le vere e proprie riforme degli ordinamenti scolastici. Delle quali ricorderemo tre sole, come quelle che sono le piu 1m22 KIRNER, Zoe. cit., pp. 268-269. 399 BibliotecaGino Bianco

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