Problemi di riforma scolastica stono metodi didattici ideali. Esistono o dovrebbero esistere scuole con determinate scolaresche e con determinati fini. 1\1etodo buono è quello che conduce con la minore fatica possibile e nel piu breve tempo possibile quella data scolaresca a quel determinato fine: che sarà professionale in una scuola professionale, sarà di addestramento alla ricerca scientifica nei laboratod universitad, sarà di preparazione all'insegnamento in una scuola di magistero, sarà di cultura intellettuale, e di diverse forme e gradi di cultura intellettuale, nei vari tipi di scuole di cultura. Ora, finché le scuole saranno organizzate male, e la stessa scuola avrà fini diversi, oscillanti, contraddittor1, e sarà affollata da gruppi eterogenei di scolari, è evidente che un metodo buono non si può trovare. La riforma dei metodi presuppone la riforma delle scuole.20 Non dando frutti apprezzabili agli assestamenti formali e regolamentari di programmi e di orari, ed essendo sempre di là da venire la riforma dei metodi didattici, a dispetto degli Ispettori, delle Scuole di magistero e delle... circolari con cui si sperava di fomentarla, era naturale che si ricorresse al solo rimedio possibile nei mali disperati: dissimulare il male: facilitare - fuori di metafora - , non gli stud1, ma gli esami. Furono cosi: messe da banda parecchie delle prove integranti dell'esame; quelle dove il maggior numero dei canditati soccombeva: quali il quesito di matematica, la versione dall'italiano in latino, il commento gr-ammaticale e la trascrizione del tema di greco. Il tema d'italiano fu scelto in una cerchia piu ovvia e comune, quella dei fatti patriottici, o, in genere, della storia contemporanea. Fu regolata la votazione collettiva per modo che il voto del professore della materia potesse essere contrappesato e soverchiato dai voti degli altri professori della commissione. E si dié peso al giudizio pronunziato sulla cultura complessiva del candidato, di guisa che l'insufficienza di lui in una materia non ponesse ostacolo al suo licenziamento. 21 Alla .fine sono stati aboliti in tutte le scuole gli esami. B già si comincia a discutere la teoria che i professori non dovrebbero neanche poter escludere gli alunni dalla promozione, ma gli alunni devono passare sempre tutti insieme dall'una all'altra classe. Cosi i Presidi possono scrivere ogni anno nelle relazioni .finali al Ministero che "i risultati degli studi sono stati soddisfacenti," e che il numero medio degli alunni promossi non è inferiore, anzi è superiore a quello degli anni passati. Ma cos1 anche, non solo ogni disciplina scolastica si rallenta, ma la scuola rinunzia a quella che è una delle sue piu importanti funzioni sociali: e cioè la cernita dei giovani, quando sono ancora a tempo per cambiare studi, con metodi meno dannosi e con resultati meno irreparabili di quelli chè adoprerebbe in seguito la società. Se un giovane abbandona oggi il Ginnasio o il Liceo, appunto perché è giovane trova ancor modo di adattarsi purchessia; e quantunque sia da dolersi ch'egli non porti 398 20 Si vedano a questo proposito le osservazioni del KrRNER, Criteri fondamentali, pp. 218-223. 21 KERBAKER, Sul riordinamento dell'istruzione secondaria, p. 207. BibliotecaGino Bianco
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