Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

.. La riforma della scuola media scenza di lagnanze e di accuse contro l'amministrazione centrale. Ne seguf il caso curioso che il Ministero, come capo supremo dell'istruzione secondaria, affine di premunirsi e scusarsi contro i fieri accusatori, si mettesse in contradittorio con se stesso, facendo riserve e divieti al consiglio da esso creato. Ed uno dei Trenta, il quale, pochi giorni prima, si era mostrato dei piu infevorati nell'adempimento di quella specie di sindacato o magistero didattico esercitato sui pubblici insegnanti, passato allora ad occupare uno degli alti uffici amministrativi, dovette opporsi a nome del Governo alla pubblicazione delle relazioni scritte e lette nelle conferenze collegiali, per questa unica ragione, che esse avrebbero creato degl'impicci all'Amministrazione. Pertanto, il Collegio degli esaminatori, che naturalmente comprendeva tra i suoi uffici quello delle ispezioni scolastiche dirette alla pratica applicazione delle norme didattiche da esso formulate, ridotto in tal modo al semplice còmpito di registrare i risultati degli esami e di presentare voti, anziçhé proposte effettive (come con bel garbo gli rammentava il suo presidente) diventava pressoché inutile; e fu infatti, poco dipoi, abolito.19 Oggi si riparla da capo d'Ispettorato e di riforma dei metodi didattici; e anche noi vogliamo l'uno e l'altra. Ma la esperienza del passato ci consente di prevedere con sicurezza, senza gravi difficoltà, come la cosa andrà a finire. O si istituisce l'Ispettorato lasciando intatto l'attuale ordinamento scolastico, e allora l'Ispettorato vivrà vita inutile e ingloriosa: sarà un'accozzaglia di servitori e di accusatori, scelti fra i giornalisti sfiatati, i professori intriganti e i galoppini elettorali dei deputati della maggioranza, disseminati per le cos1 dette regioni, comandati a bacchetta dal direttore generale con la minaccia di un trasferimento dannoso e temuto, capaci solo di braccare e seccare i professori e farsi deridere dagli alunni. O si vorrà istituire un Ispettorato di persone competenti, rispettabili e indipendenti, investite di una effettiva autorità, che tengano desta l'attenzione del paese con pubbliche relazioni sullo stato delle scuole, che abbiano la iniziativa di grandi riforme, che tengano i burocratici in quei limiti di funzioni amministrative, da cui non avrebbero dovuto mai sconfinare; e la pri.- ma proposta che questo Ispettorato dovrà fare, sarà quella di una profonda riforma degli ordinamenti scolastici. Che se alèuno crede di raggiungere la riforma dei metodi d'insegnamento con ordinare in altra maniera la preparazione degl'insegnanti - idea ottima· pur questa, e che occorre attuare coraggiosamente fino in fondo, se non si vuole che ogni altra riforma riesca vana - anche questa migliore preparazione non basterebbe se nello stesso tempo non si riformassero le scuole secondarie; e la prima verità che occorrerebbe insegnar ai futuri maestri è appunto questa, che non è possibile avere buoni metodi didattici nelle attuali scuole secondarie. Perché il metodo dell'insegnamento non è qualcosa di universale e di astratto, che si possa concepire -senza riguardo alle scuole e agli alunni, sub specie aeternitatis. Esso è determinato dal fine per cui l'insegnamento deve essere impartito. Non esi19 KERBAKER, Sul riordinamento dell'istruzione secondaria, pp. 198-200. Si possono confrontare a questo proposito le burocratiche Notizie sull'istruzione classica in Italia, Roma, Cecchini, 1900, pp. 80-101, tutt'altro che benevole, come è naturale, per i Trenta tiranni. 397 BibliotecaGino Bianco

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