Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

La riforma della scuola media V Non sarà inutile prendere in esame alcune fra le riforme introdotte nel Liceo-ginnasio. La esperienza degli errori altrui aiuterà noi ad evitare simili errori. 16 Queste riforme si possono dividere in quattro categorie: 1. riforme dei programmi, intatta rimanendo la struttura delle scuole: alleggerire, ritoccare, coordinar meglio, anticipare, posticipare una materia, toglierne una, metterne un'altra ecc. ecc.; 2. riforme dei metodi didattici; 3. facilitazione degli stud1 per comodo dei deficienti oppure stringimento di freni contro i medesimi; 4. riforme vere e proprie degli ordinamenti scolastici. Chi voglia annoiarsi ad esaminare tutte le riforme dei programmi e relativi orad dal 1860 al 1900, le troverà prospetticamente raccolte nelle Notizie dell'istruzione classica in Italia, pubblicate dal Ministero della Istruzione per l'Esposizione di Parigi del 1900. E chi voglia divertirsi, per quanto è possibile in materia cosf arida, può leggere un articolo riassuntivo pubblicato dal Chiarini nella Nuova Antologia del 15 luglio 1894. Un valoroso scienziato - ricorda il Chiarini - che ora insegna in una delle nostre università, mi raccontava di essere a lui accaduto, per effetto di queste continue mutazioni, che certi insegnamenti non li poté mai avere quando studiava nel Ginnasio; perché mentre era per entrare nella classe dove si davano, venivano a un tratto cavati di là e messi in un'altra. Tuttavia, poiché egli è divenuto un valorosissimo scienziato e un bravo uomo, ciò mostra che anche da scuole imperfettamente ordinate possono uscire buoni allievi. E dimostra soprattutto - aggiungiamo noi - che si può diventare uomini e cittadini e professori d'Università non avendo mai studiate alcu- . d. " 1 1 " ne matene 1 cu tura genera e. I risultati di queste riforme nei programmi sono stati sempre insignificanti o nocivi addirittura. Né poteva essere altrimenti. I programmi sono in intima e necessaria dipendenza dell'ordinamento della scuola a cui servono; e se la scuola è foggiata male, i programmi non possono riparare a nulla. Se si combatte un danno che si manifesti da una parte, si riuscirà anche a toglierlo in quel punto, ma ricomparirà, ingigantito, in un'altra parte. Questa è la causa, per la quale, appena si sono fatti dei programmi nuovi, se ne vedono subito i difetti irreparabili e si pensa già a farne ancora dei nuovi. Eppure, quando uno di questi programmi i prende in esame, isolandolo dal resto, pare che non faccia una grinza; quando si tratta poi di applicarlo in quella data scuola, allora è tutt'altra cosa. Fare un programma è come tagliare la stoffa per un vestito: bisogna tagliarla per il dosso a cui serve. Ora, tutte quante le nostre scuole devono servire ciascuna a piu fini diversi, sia perché furono istituite con questo vizio organico, sia perché la popolazione ha cercato di soddisfare 16 Si veda anche la critica profonda e divertentissima che ha fatto il KIRNER, Criteri fondamentali, pp. 243 sgg., delle successive proposte di riforme fatte da uno dei nostri piu fecondi scrittori di cose pedagogiche; e si vedrà che i progettisti e riformatori peccano quasi tùtti dello stesso errore: unilateralità di osservazioni e incapacità di elevarsi al di sopra della cura frammentaria e sintomatica. 395 BibliotecaGino Bianco

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