Problemi di 1·if orma scolastica vivere in uno stato perenne di incertezza e di precarietà. E poiché ogni novità nei programmi, negli orar1, negli esami, specialmente se bandita, com'è intelligente abitudine del nostro Ministero, ad anno iniziato, non fa se non sconvolgere il sistema costruito dagl'insegnanti in base alle vecchie disposizioni, ne nasce che l'andare a scuola è oramai e per gl'insegnanti e per gli alunni ciò che è per i .fìnanzi,eri il frequentare la Borsa: si gioca al rialzo o al ribasso sulla buona o cattiva digestione del Ministro. E come il maestro non sa piu nell'interrogare e giudicare l'alunno, se il voto che segna oggi nel registro, avrà domani il valore di lode o di biasimo, e se la lezione che oggi spiega e i programmi che oggi segue saranno domani conservati o aboliti, o peggio ancora conservati solo per burla, cos1 gli alunni vivono alla giornata evitando d'impegnarsi a fondo in istud1 che oggi sono obbligatod e domani non lo saranno forse piu, di non altro preoccupati che di ricercar nei giornali la notizia di ciò che si è sognato nella notte il Ministro, il quale può trasformare in iscienza la ignoranza e in ignoranza la scienza; avvezzi oramai a considerare il maestro non come un giudice rigido e costante, le cui sentenze devono esser norme incrollabili di condotta, ma come un povero minchione, i cui giudiz1 durano come la rosa lo spazio d'un mattino, riottosi, indisciplinati, pronti sempre a reclamare, a protestare, a dimostrare, quando credono pregiudicati non solo i diritti presenti ma anche tutti gli ipotetici diritti futuri. E il solo insegnamento che da mezzo secolo di riforme, proclamate sempre geniali dai giornalisti ufficiosi e dichiarate sempre pestifere dai giornalisti di opposizione, si possa trarre, è che occorre andare molto cauti, prima di prestare orecchio alle critiche che da tante parti si muovono alla scuola classica, e che occorre distruggere fino alle radici l'arbitrio ministeriale in tutto quanto riguarda gli ordinamenti scolastici, non solo perché le piccole riforme di programmi e di orart ideate ed eseguite indipendentemente da un piano di sistematiche riforme generali riescono sempre instabili e dannose, e un piano di questo genere non può essere né elaborato né attuato da un ministro solo, e nel continuo va e vieni di .rp.inistri non è possibile aspettarsi dalle comparse susseguentisi e inseguentisi alcuna coerenza e continuità; ma soprattutto perché il Ministro, essendo portato all'ufficio ed essendone sbalzato, non per ragioni tecniche, ma per ragioni politiche, non offre nessuna garenzia di competenza tecnica; perché il Ministro, almeno cinque volte su dieci, è un poverç> politicante messo H, non a promuovere il bene del paese, ma a sfamare le ingordigie della piccola consorteria che lo ha lanciato al potere; e perciò nel contrasto inevitabile fra le tendenze egoistiche dei gruppi e gruppetti dominanti e i bisogni generali di tutte le classi sociali, non al Ministro, ma ad altri occorre affidare la rappresentanza e la tutela degl'interessi scolastici della intera nazione. 394 BibliotecaGino Bianco
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==