Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

... La rifot'ma della scuola media Fu codesto [del Liceo] un amalgama ibrido di due istituzioni differenti, delle quali l'una aveva per fine l'enciclopedia, l'altra una specie di propedeutica scientifica. Il vario sviluppo degli studi tecnico-scientifici veniva cosf inceppato e soverchiamente condensato nel programma del nuovo Liceo; e per contro l'indirizzo scientifico-filosofico, in mezzo alla folla degli insegnamenti speciali, ne andava al tutto travolto e smarrito. Si perdevano i vantaggi dell'uno e dell'altro sistema, e rimaneva la mole eccessiva e schiacciante delle materie obbligatorie, richieste nell'esame di ammissione all'Università, nell'esame di Licenza liceale. A questa istruzione enciclopedica fu dato il nome di "cultura generale," col presupposto che fosse necessaria a tutte le persone colte; ma nel fatto non era altro che un aggregato materiale di studi speciali, a parecchi dei quali un uomo colto, anzi coltissimo, può bene rimanere estraneo. Circa l'unità organica del nuovo sistema s'illudevano invero, o si sforzavano di illudersi quelli che attesero di poi a regolamentare ed applicare la legge, raccomandando vivamente ai Presidi ed ai Professori di mantenere il conserta armonico tra quelle tante e sf disparate discipline. Bisognava vedere, dicevano, dove le materie diverse s'incontravano, si aiutavano; scoprire, ad esempio, le utili applicazioni del greco alla nomenclatura della fisica e della storia naturale, le attinenze tra l'interpretazione di Cicerone o di Platone e il programma di Filosofia. Mancando un criterio sicuro per determinare l'ambito e il carattere di codesta "cultura generale," ognuno la intendeva a suo modo, assegnando la prevalenza a quegli stud1, nei quali aveva maggiore competenza. Perciò, quando si venne al fatto di redigere i programmi, gli autorevoli consulenti fecero valere ciascuno le idee proprie. In questi casi si viene ad una specie di tacito compromesso. Ognuno cede ad altri perché altri gli ceda; ognuno afferma che quello che chiede è il minimo necessario e riconosce le esigenze altrui; tutti infine si accordano nel volere di ciascuno; e il Ministro, per sentimento di equanimità, deve sentire tutti, contentare tutti, e mettere la sua brava firma a quella elaborazione collettiva! Intanto la Filosofia, che, come propedeutica, col suo antico grado di omnium artium 1-egina, dava l'indirizzo e il titolo a quel corso intermedio tra la scuola secondaria e l'universitaria, ebbe appena un cantuccio e stette come ospite nel nuovo Istituto, che prendeva proprio il suo nome dalla scuola di Aristotele I La legge Casati lasciò malcontenti e Lombardi e Piemontesi. Si deplorava da una parte che quella istruzione politecnica fosse stata smozzata e quasi soffocata, per volerla coordinare, anzi suoordinare all'indirizzo classico; e dall'altro canto si gridava contro l'ingombro delle materie scientifiche, onde veniva angustiato ed impedito l'insegnamento letterario. A tutti poi riusciva una terribile oppressione quell'esame enciclopedico della Licenza liceale. E bisogna ricordare ciò che era l'esame di Licenza nei primi anni che andò in vigore la legge Casati! Di tutte le discipline, di cui si doveva dar saggio nelle prove orali, erano pure obbligatorie le prove scritte: cioè, di Storia, di Fisica, di Matematica. Si richiedeva, il componimento latino, oltre le due versioni dal Latino in Italiano e dall'Italiano in Latino. Al tema di versione dal greco si aggiungeva il commento filologico. Il soggetto del componimento italiano era in fondo una tesi dottrinale, scelta col presupposto che i candidati fossero in grado di ragionare di loro capo su questioni di Letteratura e di Morale; poiché queste materie dovevano pure averle studiate! 5 5 KERBAKER, Sul riordinamento dell'istruzione secondaria, "Rendiconti dell'Accademia di Archeologia, Lettere e Belle Arti di Napoli," giugno-dicembre 1898, pp. 202 sgg. Ecco per esempio, il programma di filosofia della terza liceale: "Il professore, che negli anni precedenti ha avuto l'opportunità di accennare alle dottrine concernenti le diverse questioni logiche ed estetiche, deve studiarsi in questo di tracciare, con rapidi ma sicuri tocchi, un disegno storico della filosofia antica, medievale e moderna, accompagnando di tempo in tempo l'esposizione con opportune letture tratte da Platone, Aristotele e Cicerone per la filosofia antica, e per la moderna, dal Discorso del metodo di Cartesio, o da qualche pagina della Critica della Ragione pratica di Kant, o finalmente da qualche opera del Rosmini e del Gioberti. Esponendo la filosofia antica, e specialmente la greca, seguirà lo svolgersi della vita intellettuale e politica della Grecia, parallelamente alla quale procede il movimento del pensiero filosofico, prima incominciato nei due estremi dell'Ellade, ecc., e poi decadente nelle scuole aristoteliche degli Stoici, Epicurei, Scettici, col decadere della libertà politica della Grecia. Toccato dello stoicismo in Roma· e 381 BibliotecaGino Bianco

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