Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Problemi di riforma scolastica stonc1, econom1c1 e sociologici, le scienze fisiche e naturali conquistarono con progressione precipitosa un posto sempre piu largo nella cultura moderna. Se quest'aumento prodigioso di cultura fosse avvenuto a un tratto, nessuno, che non fosse stato matto da legare, avrebbe osato proporre che da un giorno all'altro s'introducessero nei programmi della vecchia scuola classica tutti gl'insegnamenti corrispondenti alle nuove conquiste della scienza. Tutti avrebbero osservato che se le conquiste del pensiero non hanno limite e crescono e si accumulano di giorno in giorno, la capacità di lavoro e di assimilazione del nostro cervello non è illimitata. Tutti dalla evidente impossibilità di estendere a un tratto pazzescamente i programmi, sarebbero stati condotti a riconoscere la impossibilità di conservare alla vecchia scuola la funzione di "scuola di cultura generale." Invece, l'allargamento della cultura è avvenuto, per quanto rapidamente, a grado a grado; e i programmi scolastici si sono gonfiati anch'essi enormemente, ma, a grado a grado. Crescendo il sovraccarico e manifestandosi la necessità di un rimedio, era naturale che questo si cercasse dapprima in una maggiore durata degli stud1. Né contro l'aumento degli anni di scuola si aveva e si ha il diritto di protestare, perché è indubitabile che i doveri sociali, politici, morali delle classi dirigenti dei giorni nostri sono assai piu complessi e piu gravi di quelli di una volta, e perciò richiedono una preparazione scolastica piu varia, piu severa, e per conseguenza assai piu prolungata. Si creò dapprima la scuola preparatoria o elementare; poi non essendo sufficiente l'aggiunta dei corsi preparator1, si aggiunsero via via nuove classi alla vera e propria scuola secondaria. Per esempio in Germania la Terza, la Seconda, la Prima si sdoppiarono ciascuna in una classe inferiore (Untertertia, ecc.) e in una classe superiore ( Obertertia, ecc.); e il corso degli stud1 secondari saH da sei a nove anni; cioè comprese le tre classi della Vonchule, fu necessario studiare per 12, e non piu per soli 6 anni, prima di essere ammessi all'Università. In Italia la legge Casati,4 rinnovando ex-abrupto gli ordinamenti scolastici, lasciò quasi intatto nel Ginnasio quinquennale la vecchia scuola classica piemontese; strappò all'Università il corso filosofico preparatorio comune; lo slargò nel triennio del Liceo, raccogliendovi accanto agli stud1 filosofici e classici gli studt scientifici, che la scuola classica tedesca introdotta in Lombardia propinava a piccole dosi per tutto il corso degli stud1; e aggregò la nuova creazione al Ginnasio. 4 La legge Casati si occupò dell'istruzione classica secondaria nel titolo III, dall'art. 188 all'art. 271, suddiviso in Capo I (Dello scopo, dei gradi, dell'oggetto dell'istruzione secondaria), Capo II (Degli stabilimenti in cui è data l'istruzione secondaria), Capo III (Dei professori e degli istitutori), Capo IV (Degli studenti, degli esami e delle pene disciplinari), Capo V (Delle autorità preposte alla direzione dei ginnasi e dei licei), Capo VI (Dei convitti nazionali e dei convitti comunali), Capo VII (Delle scuole municipali), Capo VIII (Degli istituti appartenenti a corpi morali e degli stabilimenti privati di istruzione secondaria), Capo IX e X (Disposizioni generali). 380 BiblioteèaGino Bianco

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