Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

La riforma della scuola media vire agli alunni di una determinata classe sociale, è stato attribuito a poco a poco anche l'ufficio di preparare a stud1 ulteriori gli alunni di una classe sociale piu alta; e questa preparazione si è fatta consistere, non in esercizi tranquilli e sereni di educazione intellettuale, ma nell'ingerimento materiale e frettoloso della enciclopedia didattica. Il primo piu evidente difetto di una simile scuola a doppio uso ed oppressa dalla "cultura generale," non può non essere la eccessiva molteplicità delle materie studiate contemporaneamente e l'impossibile coordinamento di esse, specie nelle Sezioni professionali, costrette a seguire quasi tutti gli stud1 della sezione fisico-matematica privilegiata oltre agli insegnamenti propri. Cosf abbiamo nella Sezione fisico-matematica sette insegnamenti contemporanei nel primo anno, otto nel secondo e nel terzo, sei nel quarto; la Sezione d'agrimensura ha sette materie nel primo anno, otto nel secondo, undici nel terzo, nove nel quarto; la Sezione di ragioneria-commercio, sette nel primo, dieci nel secondo, dieci nel terzo, otto nel quarto. E la molteplicità delle materie produce un sovraccarico d'orario: da 29 a 31 ore settimanali di lezione nella fisico-matematica, e da 30 a 33 nell'agrimensura e nella ragioneria. 19 Orari senza dubbio notevolmente piu leggeri di quelli del 1876, che arrivavano alle 34½, alle 35½, alle 36 ore, e che sembrano piume in confronto delle 41 e delle 45 ore settimanali, che troviamo non senza sgomento negli orar1 del 1872 e del 1869. 20 Ma anche ridotti alla misura attuale, gli orari sono esorbitanti; e sebbene noi non siamo fra coloro, .i quali vorrebbero allevare la gioventu nell'ovatta, e in qualunque lavoro scolastico un po' prolungato e faticoso vedono un deplorevole sovraccarico intellettuale; sebbene noi non ci spaventeremmo af. fatto di un orario di magari trentasei ore settimanali nelle scuole medie inferiori, nelle quali il piccolo alunno ha bisogno di essere accompagnato e sorvegliato senza tregua dal maestro - a patto naturalmente che in quelle ore si esaurisca il lavoro scolastico, rimanendo libero tutto l'altro tempo agli esercizi fisici e allo svago -, non possiamo non giudicare intollerabili trenta e piu ore settimanali in una scuola media di secondo grado, in cui il giovane non può né deve piu essere tenuto in riga come un bambino, ma deve studiare da sé fuori di scuola, e deve avere un certo margine di tempo libero anche per letture e stud1 suoi personali. E con tante ore di lezione nessun insegnante è stato mai contento del proprio orario21 ; e specialmente quelli di materie professionali si sono sem19 Non parliamo delle sezioni industriali ed agronomiche, essendo queste sezioni poche e poco frequentate, e potendosene fare perciò astrazione in uno studio generale come il nostro. 20 Relazione della Commissione del 1870, p. XLII; L'ordinamento e i programmi di studio negli Istituti tecnici, p. III. 21 Si vedano nel MORPURGO, Gli studi tecnici in Italia, pp. 23, 25, 27, 29-30, e nel volume L'ordinamento e i programmi di studio degl'Istituti tecnici, le querimonie che continuano a sentirsi anche oggi, dopo trent'anni, di quasi tutti gl'insegnanti degl'Istituti. E si vedano anche le osservazioni interessantissime del BARBÈRI, L'insegnamento negli Istituti tecnici, Ravenna, Calderini, 1879, pp. 5, 12, 15, 17, 21, 28. 369 BibliotecaGino Bianco

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