La riforma della scuola media stria moderna, tutte le cure del governo e degli enti locali per costruire un tipo d'istruzione multiformemente pratica ed utilitaria, coordinata con le attività commerciali, agricole, industriali delle singole regioni, dovevano riuscir vane. La istruzione tecnica, se è strumento efficacissimo ed indispensabile a facilitare, intensificare, disciplinare lo sviluppo economico di un paese, non può creare dal nulla le cause di questo sviluppo, né può prosperare per volontà di legislatore là dove queste cause mancano affatto. Non si può creare una maestranza per l'industria tessile, se in un paese non esistono stabilimenti dove questa maestranza possa occuparsi; e parimenti non si può creare su vasta scala lo strumento personale del commercio di esportazione, se il paese non ha una produzione tale che gli consenta di esportare. È necessario un primo elemento di substrati obiettivi dove possa metter radici l'educazione tecnica, è necessario un primo ambiente favorevole che si costituisca appunto per lo svolgersi delle energie incoscienti del popolo sotto la pressione di determinate condizioni esterne. Il legislatore intelligente può comprendere certi bisogni ancora indeterminati, inconsapevoli, e soddisfarli; e "una volta che vi sia un primo sub-- strato e l'ambiente favorevole, l'educazione tecnica che in esso si sviluppa diverrà un propulsore tale da far procedere a cosf dire in ragione geometrica la evoluzione economica"; ma dove l'ambiente non è propizio, dove l'evoluzione economica non ha cominciato naturalmente a determinarsi, dove la scuola professionale non risponde alle condizioni reali del paese, ivi essa rimane deserta e sterile, oppure deve adattarsi per vivere ad assumere una funzione diversa da quella che in origine i fondatori le avevano assegnata. 7 Questo fu il caso della Sezione fisico-matematica dell'Istituto. "Essendo ancora poco numerosa in Italia la classe di persone, che sta tra il maestro di officina e l'ingegnere, ed essendo poco ricercata per le condizioni generali della nostra industria, laddove era ricercatissima nelle altre nazioni in cui l'industria era assai avanti," "il diploma di perito meccanico non aveva un valore sociale che bastasse a cattivare agli Istituti un gran numero di alunni di questa categoria, i quali d'altronde trovavano piu pronta e piu facile la necessaria istruzione pratica in varie scuole piu propriamente fabbrili e d' arti e mestieri"; e perciò "gli alunni della Sezione miravano piuttosto a procurarsi la laurea d'ingegnere, progredendo avanti nello studio, che non il diploma di perito meccanico o costruttore. "8 Era naturale, in siffatte condizioni, che la Sezione fisico-matematica si spogliasse o prima o poi di ogni funzione professionale. E con le riforme del 1871-76, essa diventò definitivamente "scuola di cultura generale, alla quale lo studio delle lingue moderne, quello piu esteso di lettere italiane e un poderoso insegnamento scientifico dànno la forza che la 7 CARLI, Della scuola professionale in relazione ai problemi della espansione economica, negli "Atti dell'VIII congresso internazionale per l'insegnamento commerciale," Milano, Università Commerciale Bocconi, 1906, p. 568; cfr. KIRNER, Discorsi e scritti, p. 229. 8 Gli Istituti tecnici in Italia, 1869, p. 259; Relazione della Commissione del 1870, p. XLIV. 363 BibliotecaGino Bianco
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