Problemi di riforma scòlastica pio sarà il francese in Piemonte, il tedesco nella Lombardia e nel Veneto, l'inglese in Sicilia, il greco moderno in Puglia, ecc., secondo le proposte degli enti locali (camere di commercio, consigli provinciali, camere del lavoro, ecc.).28 E alla lingua straniera obbligatoria nulla ci vieterà di aggiungere un'altra lingua straniera facoltativa, anche se gli alunni disposti a seguire questo studio soprannumerario dovranno toccare o superare di alcun poco le 30 ore settimanali di lezione: con buona pace dei pedagogisti e igienisti dal cuore tenerello e facilone, noi non crediamo quest'orario superiore alle forze medie di alunni dai 10 ai 14 anni, purché l'insegnamento non abbia l'odierno carattere enciclopedico e astratto mortificatore dell'intelligenza e aggravatore della memoria, e purché non vi sia lavoro extrascolastico sconveniente a bambini tuttora incapaci di autonomia intellettuale. 29 E sempre dalle Scuole superiori di commercio ci saranno forniti i professori che insegneranno quelle modeste nozioni di diritto (Statuto, legge elettorale e militare, ordinamento delle amministrazioni e delle opere pie, elementi di procedura civile e penale, ecc.) e di economia politica (domanda e offerta, corso forzoso, sindacati e trusts, ripercussioni delle imposte, ecc.), che andrebbero, a nostro parere, sostituite all'umoristico catechismo laico dei diritti e doveri, con cui si pretende di preparare nella Scuola tecnica odierna alla vita civile il famoso uomo e cittadino. Fra i 10 e i 14 anni i diritti e i doveri si devono, non imparare a memoria in astratto, ma esercitare e sentire e assumere come abitudini connaturate sotto la suggestione di una scuola sana, seria, morale ed equilibrata; e il miglior modo di preparare alla vita civile la povera gente è quello di abilitarla a guadagnarsi con onesto e indipendente lavoro la vita, e non di gonfiarle la testa con vuotaggini verbali noiose e inefficaci. E sempre dalle Scuole superiori di commercio dovrebbero uscire gl'insegnanti di geografia; i quali certamente non faranno imparare agli alunni quanti metri è alto il Chilimangiaro, né li martirizzeranno con la nomenclatura delle Alpi; ma li avvezzeranno a leggere sulle carte le linee ferroviarie, e impartiranno loro molta geografia economica, in modo che conoscano le principali caratteristiche agricole e industriali e commerciali - non di tutto il mondo - ma della loro regione e dei paesi che con la regione hanno rapporti piu intensi; e le conoscano, non per averle impa28 Questa idea fu discussa dalla Commissione del 1880, alla quale non isfuggf la convenienza di lasciare che ogni provincia si scegliesse la lingua straniera che "meglio convenisse alla posizione geografica e alle relazioni commerciali del luogo"; ma non se ne fece nulla, perché la riforma trovava "un ostacolo insormontabile nella necessità del coordinamento degli studi della Scuola tecnica con quelli dell'Istituto." · 29 Fuori d'Italia le scuole analoghe a queste, che stiamo delineando, hanno orari di 32, 36, 40 e piu di 45 ore di lavoro settimanale (" Annuali dell'industria e del commercio," 1903, pp. 47, 164, 237, 455). Nel corso tecnico-commerciale della Scuola italiana di Smirne vi sono 35 ore settimanali di lezione; e le famiglie non se ne lamentano e gli alunni non muoiono estenuati dalla fatica, perché H non c'è lo Stato a dare impieghi ai deficienti per le raccomandazioni dei deputati, e la scuola deve davvero preparare alla vita col lavoro serio; e perciò non fanno presa gli argomenti della nostra pedagogia ufficiale: questi non sono articoli di esportazione. 354 BibliotecaGino Bianco
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