Problemi di riforma scolastica dere con quello di una scuola popolare a tipo commerciale; ed è sovranamente ridicolo insegnare - come si fa oggi nelle Scuole tecniche - le leggi del pendolo agli agricoltori, e la 2:oologia ai meccanici, e la silvicultura ai commercianti, su libri di testo apocalittici, che ad essere intesi vogliono mente matura e la consuetudine delle idee astratte. 22 E affinché la scuola dia una cultura vera, organtca e ben coordinata in tutte le sue parti, è necessario: 1. che si eviti la simultaneità di troppi insegnamenti disparati, sminuzzati tutti in tutte le classi; 2. che i var1 insegnamenti sieno raggruppati e concentrati intorno a pochi insegnamenti fondamentali; 3. che gl'insegnamenti non sieno divisi fra tanti specialisti; ma ogni classe abbia soltanto pochi maestri. "Volendo esprimere le stesse cose in poche parole, potremmo dire: si evitino i difetti dtlla odierna Scuola tecnica. "23 VI Se la cultura di questa scuola deve essere pratica e sollecitamente produttrice, se tutti gl'insegnamenti devono essere condotti a un fine non speculativo ma applicativo, se la scienza per la scienza deve cedere il passo a stud1 strettamente utilitad, ne consegue che gl'insegnanti di questa scuola non debbono essere preparati alla stessa maniera che gl'insegnanti della Scuola tecnica attuale. È lamento universalmente ripetuto che la nostra Scuola tecnica sia troppo astratta, troppo teorica, e troppo poco pratica. Si direbbe - ha osservato col suo solito buon senso il Gabelli - che tutti 1 nostri alunni avessero un giorno a diventare professori, tante sono le regole complicate, le definizioni presuntuose, le distinzioni sottili, di cui è irto un insegnamento quasi sempre teorico, senza applicazioni che ne mostrino l'utilità, e campato in aria, come se non dovesse servire ai bisogni umani! Eppure uscito dalla scuola, uno farà il sarto, • 22 Ecco come un recente libro di testo, adottato in piu di una Scuola t~cnica, comincia a parlare del sistema nervoso: "Il sistema nervoso si può in certo modo (!) ritenere la parte piu eletta (!) del nostro organismo, in quanto che ad esso spetta di determinare e coordinare le funzioni del mondo esterno (? !), coordinando ad esse tutti gli atti nostri. Si vede cosi che la sua funzione è duplice: ricevere le impressioni, trasmettere i comandi." Nello stesso testo la parte data alla fisica si apre con queste parole: "Si dà il nome di corpo ad una porzione circoscritta, cioè limitata in ogni senso, di materia: i corpi adunque risultano di materia, sono formati di parti materiali. Si chiama materia tutto ciò che è esteso e impenetrabile, etc." L'autore di questo libro di testo e gl'insegnanti che lo hanno adottato, non si sono evidentemente domandati mai con quale genere di alunni hanno da fare; non hanno mai sospettato che a una certa età e in certe scuole certe definizioni non si devono assolutamente tentare; ignorano che dinanzi a certe domande non i soli marmocchi di 12 anni hanno il diritto di rispondere con Sant'Agostino: Si nemo a me quaerat, scio; si quaerenti explicari velim, nescio. Ma "la cultura generale dell'uomo e del cittadino" non ammette che, un conduttore di tram elettrico ignori la definizione filosofica dello spazio, in cui deve muoversi il tram, e. della materia, di cui il tram è formato. 23 KIRNER, Criteri fondamentali, in "Discorsi e scritti," p. 271. 350 BibliotecaGino Bianco
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