Problemi di riforma scolastica giornaliero. 18 E neanche potremo prendere nel costruirla, come modello, quelle cosf dette scuole di arti e mestieri, che sono vere e proprie officine o gruppi di officine specializzate, annesse quasi sempre ad istituzioni di beneficenza, e affidate non di rado da:lle amministrazioni delle istituzioni stesse a capitalisti che compensano il lavoro degli alunni e ne ricavano un guadagno. 19 In siffatti casi abbiamo gruppi di giovinetti, che, invece di stare presso le famiglie e andare a imparare il mestiere fino dalla tenera età fuori di casa, sono riuniti e allevati insieme per beneficenza, e imparano il mestiere in un'officina modello annessa al pio istituto; ed è questa una clientela che non ha nulla da vedere coi frequentatori di una scuola postelementare diurna per alunni non del tutto poveri e disposti a rimanere agli studt fino ai 13 o 14 anni. Una famiglia, che dalle sue condizioni economiche è indotta a rinunziare alle scuole che tengono improduttivi i giovanetti al di là dei 14 anni, se è vero che rinunzia alla gloria delle alte e delle medie professioni, se pretende dalla scuola una istruzione sollecitamente fruttifera, non per questo ama incatenare. il suo bambino fino dai 10 anni all'una piuttosto che all'altra delle professioni piu umili. Alla scuola postelementare di breve durata le famiglie chiedono bensf una istruzione facilmente utilizzabile, ma non cosf minutamente speciale che obblighi ad una scelta troppo precoce. Per costoro, se è utile differenziare secondo le opportunità locali le scuole secondo un indirizzo agrario o commerciale o industriale, come si è tentato di fare nel 1898, perché una distinzione di questo genere corrisponde pienamente alle categorie fondamentali in cui la scolaresca è condotta a dividersi per necessità naturali, non sarebbe punto utile spingere piu in là la specializzazione, e distinguere le scuole agrarie in iscuole per es. di orticultura ed enologia, e le scuole commerciali in iscuole per piccoli commessi di aziende agrarie e per commessi alla vendita minuta di prodotti industriali, e le scuole a indirizzo industriale in iscuole per calzolai, ebanisti, e via dicendo. In questo campo a volere distinguere troppo si corre pericolo di costruire scuole disadatte ai bisogni della classe sociale a cui sono destinate, e a voler essere troppo pratici si finisce col non essere pratici affatto.20 18 Si vedano nelle Notizie sulle condizioni dell'insegnamento industriale e commerciale in Italia e in alcuni Stati esteri, pubblicate dall'Ispettorato dell'Industria e del Commercio (Roma, Tip. Nazionale di G. Bertero e C., 1907) le scuole di commercio di Alessandria (p. 48), Ascoli Piceno (p. 54) ecc.; le scuole d'arti e mestieri di Acqui (p. 127), Alessandria (p. 129) ecc.; le scuole artistiche industriali di Acireale (p. 398), Adernò (p. 400) ecc. Cfr. Notizie intorno alle scuole d'arte e disegno italiane, in "Bollettino del Ministero dell'Istruzione" 1898, pp. 1167 sgg. Una scuola agraria di questo tipo esiste a Lari: BIANCHI, Un nuovo tipo di scuole agrarie rurali, "Atti della Reale Accademia dei Georgofili"; Quarta Serie, voi. IV (1907), pp. 173 sg. 19 Per esempio Scuola d'arti e mestieri nell'Istituto del Buon Pastore di Ancona; Scuola di Arti e mestieri nell'Orfanotrofio di S. Giuseppe in Aquila; Scuola d'arti e mestieri nel R. Ospizio Vittorio Emanuele II in Giovinazzo, ecc., dr. Notizie citate, pp. 927, 928, 930 sgg. Vi sono anche Scuole d'arti e mestieri, come quella diurna di Messina, divisa in sezione per arti meccaniche e sezione per arti decorative (Notizie, p. 248), le quali si avvicinano assai alle attuali Scuole tecniche e presentano gli stessi difetti di enciclopedismo, astrattezza e inutilità. 20 In Francia, ha osservato il PETIT, ispettore generale dell'istruzione primaria, "chaque fois qu'on a transformé une de ces écoles primaires supérieures [analoghe alle scuole che noi 348 BibliotecaGino Bianco
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