La riforma della scuola media nel ginnasio inferiore al latino e che s'insegna già oggi nella Scuola tecnica. Ma quale consiglio municipale si rifiuterà di mettere nei programmi della scuola popolare come materia facoltativa il francese tanto utile ai ~gli del sin?ac~ ~ deg~i assessori? E allorché la equivaÌenza di scuole • siffatte con 1 pnm1 corsi della scuola media sia sentenziata giusta da un certo numero di deputati, ignoranti bensf ma interessati a contentare i loro elettori, quale ministro della Pubblica Istruzione oserà giudicare ingiuste le sentenze dei rappresentanti del popolo sovrano? È un pessimismo esagerato, si dirà. Ma a confermarci in esso viene il fatto che gli assalti, i quali tendono a deformare la scuola popolare in iscuola preparatoria, sono tutt'altro che deboli e tutt'altro che isolati. Già nel maggio 1906, prima ancora che la scuola popolare cominciasse ad essere istituita effettivamente la Giunta del Consiglio Superiore era invitata a deliberare sulla domanda che la licenza di sesta elementare fosse riconosciuta valevole per l'ammissione senza esami alla seconda tecnica. La Giunta rispose che questa equipollenza "presuppone un coordinamento non ancora avvenuto dei primi corsi di scuola tecnica con quelli delle scuole elementari superiori," e dichiarò inaccettabile la domanda. 11 E una circolare ministeriale del 7 giugno 1906 stabiH che per passare dalla sesta elementare alla seconda tecnica è necessario un esame d'integrazione riguardante la matematica, il disegno, la storia, il francese.12 Ma la tendenza a deformare la scuola è cosi forte, che il Ministero è stato costretto a spiegare con una circolare del 20 ottobre 1907 come sia necessario che la quinta e la sesta classe sieno didatticamente ordinate in gmsa da assumere la fìsonomia propria di un istituto esclusivamente destinato alle classi lavoratrici, e che gl'insegnamenti da impartire, per il coi.tenuto e per i metodi, corrispondano ai bisogni peculiari di queste e si adattino alle svariate condizioni del popolo, in ciascun comune italiano... Non sarebbe nello spirito dell'istituzione, cosf come fu concepita dal legislatore del 1904, che la coordinazione della scuola popolare con la media fosse intesa dall'autorità scolastica quasi come ragione e scopo dell'ordinamento di essa... Può verificarsi l'ipotesi che, come corso facoltativo nella scuola popolare, s'impartisca l'insegnamento del francese, insegnamento che sarebbe desiderabile s'istituisse in tutti i comuni, nei quali prevale il movimento migratorio. Potrebbe in questi medesimi comuni e in altri ancora, per la speciale attività produttrice, per certe industrie, riconoscersi necessario un insegnamento piu sistematico dell'aritmetica, del disegno, della geografia, e via discorrendo. Ben si può, adunque, ammettere che il p_rowamma della scuola popolare possa in certi casi ritenersi eqYivalent~ ad altr~ che ~osutwsca la ne~essaria preparazione al secondo corso della Scuola tecmca, ma in ogni caso tale eqmv~- lenza dovrà essere considerata quale una fortuita risultante della scuola pop~lare, costituita, non già a preparare gli alunni ai corsi d'istruzione media, ma esclusivamente a conseguire quei fini che ad essa son propri. 13 11 "Bollettino del Ministero," 1906, p. 1377. 12 "Bollettino del Ministero," 1906, p. 1376. . 13 E l"' Avanti!,, del 10 dicembre 1907 in un articolo intitolato Lotta. dt classe e scuole elementari con felice intuito delle necessità educative della classe lavoratrice, commentava . la circolare del 20 ottobre: "Troppa gente vuole continuato nella V e _nella VI elementare ~'antlc<? indirizzo già condannato... Noi abbiamo strappato una classe (la qumta) alla catena degh s_tud~ teorici ed abbiamo ottenuta la istituzione di un'altra (la sesta); e nessuna forza deve toglierci 341 BibliotecaGino Bianco
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