Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Problemi di riforma scolastica Prevarranno sempre queste sagge considerazioni nelle aule della Minerva? Non si troverà mai nessun ministro desideroso di immortalarsi, che "coordini meglio" la scuola popolai:e e la scuola media, e imbastisca una rovinosa scuola unica? Ci convinceremo tutti una buona volta in Italia che la scuola popolare non deve essere "grado o mezzo per raggiungere, né una cultura piu alta, né una professione speciale, ma s1 invece una istruzione sui generis, e compiuta in se stessa" ?14 Speriamo e soprattutto vigiliamo! IV Ammettiamo, ad ogni modo, che il nostro pessimismo sia ingiustificato; e supponiamo che la quinta e la sesta elementare sieno istituite, non solo nei paesi analfabeti, ma anche in quelli nei quali piu forte è sentita la insufficienza dell'attuale istruzione primaria; e supponiamo che la quinta e la sesta non sieno deformate ad uso e consumo dei signorotti locali: supponiamo cioè che le classi inferiori abbiano acquistata anche nel campo scolastico una netta coscienza dei loro interessi, e ottengano che la loro scuola serva solamente ai loro figli e non venga usurpata dai figli altrui. questa conquista... Si faccia quel che si r1ttene meglio per le scuole secondarie, ma si lasci stare la primaria. La quale deve avere nella quinta e nella sesta indirizzo esclusivamente operaio... La necessità di impedire che ancora una volta la legge sacrifichi i lavoratori si impone. Ma che sempre il proletariato - anche sui banchi di quella che dovrebbe essere la sua scuola - debba venir immolato alle esigenze della borghesia? Riflettano i Comuni, massime quelli che hanno propositi innovatori, al vantaggio che deriverebbe alla classe operaia da un corso elementare veramente professionale; insistano perché le V e le VI cessino di essere preparazione alle scuole medie; diano in queste classi larga base al lavoro manuale, al disegno, alla legislazione del lavoro, alla agricoltura e alla economia domestica, e avranno grandemente giovato agli umili!" 14 ANTONIOLABRIOLA, L'ordinamento della scuola popolare in diversi Stati, in "Annali di statistica," Serie III, vol. II, 1883, p. 27. Questo non vuol dire che si debba impedire assolutamente ogni passaggio dalla sesta elementare a quella che vorremmo chiamare Scuola popolare superiore e che dovrebbe sostituire l'attuale Scuola tecnica. Ma un alunno, che abbia speciali attitudini allo studio e voglia passare dalla scuola popolare inferiore (V e VI elementari) a scuole di tipo piu elevato, supplisce naturalmente da sé con le doti della propria intelligenza alle deficienze e alla inferiorità organica della scuola primaria frequentata. E questa intelligenza speciale deve dimostrarla, non presso la scuola che aspira a lasciare con esame di proscioglimento, ma presso la scuola in cui desidera entrare con esami di ammissione. E, come spiegheremo meglio in seguito, dev'essere lasciata ai Consigli dei professori la facoltà di ammettere il candidato anche se in qualche punto l'insieme delle sue cognizioni particolari sia manchevole, purché non gli difetti un grado sufficiente di potenza e di maturità intellettuale; e 'ai candidati bisognosi e meritevoli deve la scuola fornire con provvedimenti speciali i mezzi per colmare le lacune della propria cultura. In questa maniera si assicurerebbe la possibilità di salire verso scuole superiori, non a chiunque dopo i due anni della scuola popolare inferiore fosse preso dal capriccio di elevarsi senza averne la capacità, ma solo a chi per le sue condizioni disagiate ha dovuto dapprima contentarsi della Scuola popolare inferiore, pur essendo fornito di intelligenza singolare. I raccordi fra tipi di scuole aventi finalità diverse - lo ripetiamo ancora una volta e lo ripeteremo spesso - non devono aprire sbocchi incontrastati a tutti i licenziati dalle scuole di tipo inferiore verso i gradini piu alti, ma devono favorire solo gli alunni migliori. Né vale il dire che l'alunno, che sia passato senza ostacoli ma indegnamente dalla sesta elementare alle scuole di tipo piu elevato, sarà presto respinto agli esami e pagherà la pena della propria leggerezza: 1) perché non è lecito aprire una via, in fondo a cui per i piu ci sarebbe il precipizio, senza mettere nessuna guardia a segnalare il pericolo; 2) perché l'alunno che entra insufficiente in una classe, non danneggia solo se stesso sciupando il tempo nella scuola, ma danneggia gli altri costringendo il maestro a sciupare il tempo con lui; 3) perché altro è un esame di ammissione, per mezzo del quale il maestro si assicura della capacità di quell'alunno, che egli dovrà tenere a proprio carico per un anno intiero, altro è un esame di passaggio col quale l'insegnante si sbarazza finalmente di un cattivo soggetto, 342 BibliotecaGino Bianco

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==