Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

i.A riforma della scuola media ~uper~o~e si ~rovve_d~~secoi: una . scuola che, "si distinguesse fra tutte per 1 suoi mtentl pratici ; e s1 abolissero senz altro le Scuole tecniche, dannose a causa del loro insanabile ibridismo. Se nella scuola unica - scriveva il relatore - dovessero per forza entrare tutti quanti gli alunni del ginnasio e della tecnica, folla ce ne sarebbe, come tutte le folle d~ve~sa, confusa, diffici!e a ~~vern~re. Ma, ciò non av~errà di sicuro, e per molte ra~ g1oru a senso nostro I una pm chiara dell altra. In pnmo luogo quattro anni di corso per. molti son? lun~hi; e un~ volta che vi s'insegni il latino, nessuno sarà piu indotto m rnganno circa I rndole e 11 fine della scuola; quel titolo, sebbene vano, di tecnica attraeva parecchi, che il nome di ginnasio sgomentava e sgomenterà ( I). Inoltre, lo abbiamo già detto e conviene a questo punto ripeterlo, una scuola non basta; bisogna 1st1tu1rne un'altra nella quale si ammaestri quella specie di alunno, che frequentò sin qui la Tecnica senza intenzione di accedere all'Istituto. Aggiungiamo anzi che ove questa non si potesse o non si volesse istituire, meglio varrebbe lasciare le cose come stanno; ma istituire si deve, si può, ed è a sperare che si voglia., Quando in essa si radunino coloro che ora sono d'impaccio alla Tecnica stessa e coloro che la frequentano perché non sanno dove sbattere il capo; quando, finalmente, gli esami di passaggio nelle scuole secondarie italiane saranno regolati con minore ferocia in astratto e con minore indulgenza in realtà, la scolaresca del nuovo Ginnasio (la scuola preparatoria unica proposta) si comporrà per la piu gran parte di alunni, i quali si prepareranno adeguatamente ai corsi superiori dell'Istituto e del Liceo; la temuta confusione non ci sarà. E parlando dell'indirizzo, che avrebbero dovuto avere le scuole professionali, esprimeva il desiderio: che per troppo amore di euritmia non si foggino sempre e dappertutto sopra una stampa; è bene che sopperiscano ai bisogni particolari dei diversi luoghi e possano avere un numero maggiore o minore di corsi, e non tutte tutti gl'insegnamenti medesimi. Dopo di che il buon senso avrebbe voluto che nessuna riforma si facesse nella scuola media inferiore preparatoria, senza provvedere nello stesso tempo a organizzare lo sfogatoio delle scuole pratiche; ma_ la C?In:- missione, i cui pensieri già erano balenati attraverso quel graz10so diminuendo delle scuole, che prima si dovevano, poi si potevano, fina~mente era solo a sperare che si volessero istituire, non si indugiò molto mtorno all'ostacolo e si tirò allegramente d'impaccio: In teorica sarà anche vero; in pratica tanto fa costruire la strada _prima e la casa poi, tanto fa edificare prima la casa e poi tracciar la strada. E se nspondes~ero che questa è un'immagine e non un argomento,7 noi potremmo osservare: che il nos1:o ufficio era di prendere in esame un disegno di legge concernente le scuole secondane, né potevamo dilungarcene troppo (!); ché la questione, oltreché didattica, è anche finanziaria; 1 È peggio che "un'immagine e non un argomento"; è un'imma~ine sbagliata, per~hé _la casa e la strada non stanno niente 'affatto fra loro C(?me le ~cuole medie e le scuole PJ0 essw~ nali · e se si volesse fare un'immagine bisognerebbe dire che e assu~do, ".olendo. vuotar ue vasi ' 'h · d · des1'dera riesca msuffic1ente a contenere pieni d'acqua costruirne uno nuovo, e e s1 preve e e si . . . • bb dante l'acqua dei p~imi due, senza prepararne a~ch~ un altro, per. r~tcogllere 11 liquido sovra on · E meno male se si trattasse d'acqua: qu1 s1 tratta d uomm1. 337 BibliotecaGino Bianco

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