LA riforma della scuola media a_quelle di alta ,cult~ra e alle scuol~ universitarie: ecco i principt, su cui s1 fonda tutto 1 or~mamento scolastico che noi proponiamo, e dei quali and_remo pei: tutto il corso del presente studio indicando i modi di applicaz10ne pratica. In questo luogo ci basti richiamare l'attenzione dei nostri benevoli e pazienti lettori sul diverso grado di difficoltà che noi assegniamo agli eventuali passaggi. Mentre, infatti, non giova incatenare nella scuola di alta cultura chi vi s'è messo per un calcolo sbagliato, ma conviene agevolargli in tutti i modi la via a studt piu rispondenti alle sue condizioni economiche e alla sua capacità intellettuale, non con altrettanta facilità deve essere consentito il passaggio dalle scuole piu modeste alle scuole umanistiche ed universitaTie. Il giovine di molto ingegno e di molta buona volontà, che nei primi anni della fanciullezza, o per condizioni non felici di famiglia o per qualsivoglia altro impedimento, fu indirizzato a quelle scuole di minor durata che avviano a professioni ed occupazioni immediatamente lucrose, tolti che siano di mezzo quegli impedimenti, deve avere modo di svolgere le felici attitudini del suo ingegno nella scuola umanistica e di qui nell'Università; e anche a quei fanciulli, che ritenuti di poco o nessun talento dapprima, dimostrino nell'adolescenza attitudini egregie, occorre agevolar la stessa via. Ecco i soli casi che, secondo il nostro avviso, meritano riguardo ed aiuto; ma appunto perché in questi casi concorre e deve concorrere come elemento essenziale e principale il talento non mediocre dell'alunno, non deve neppure sembrare eccessivo esigere che egli strenuamente ne usi pur di elevarsi al grado di preparazione e di cultura che la scuola da lui ambita richiede. Senza queste serie garanzie, il passaggio troppo agevole dalle scuole piu modeste a quelle piu elevate, o ci obbligherebbe a sminuire il valore delle scuole piu elevate, con danno di tutti; oppure riescirebbe rovinoso agli alunni che si lasciassero attrarre dall'ampiezza dell'entrare e si troverebbero poi in una scuola piu difficile e piu costosa e piu lunga di quella che hanno lasciata, senza avere le forze necessarie a procedere sicuramente a buon fine. E sarebbe appunto questo l'effetto piu pernicioso della scuola unica, che fosse complementare e preparatoria insieme. In questo porto di mare aperto a tutte le razze e a tutti i venti, a tutte le attitudini e a tutte le velleità, i contrasti che paralizzano la Scuola tecnica attuale, diventerebbero piu acuti e piu complicati che mai. E la imperfezione della scuola obbligherebbe gl'insegnanti a una indulgenza anche piu larga di quella che tutti deploriamo nelle scuole attuali: perché, quando dello scarso profitto il maestro non può dare tutta la colpa all'alunno, ma deve attribuirne una parte al cattivo ordinamento degli studt, allora, né la severità è possibile, né sarebbe giusta; ogni rigida selezione della scolaresca si rende inattuabile; e anche dato e non concesso che gl'insegnanti potessero per conto loro mantenersi rigidi, penserebbero i deputati, i ministri e i burocratici ad ammansarli. E in questo trionfo dell'intrigo e della ~olgarit~ univ~rs~- le, tutti potrebbero aspirare a tutto. Rimarrebbero arenati, non 1 pegg10n, 335 BibliotecaGino Bianco
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