Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

La riforma della scuola media loro compagine si può considerare, indipendentemente dagli studt speciali, come una vera e propria scuola umca. Or ecco che cosa ci scrive a proposito del funzionamento di questa scuola il prof. Di Francia: A Tunisi abbiamo presentemente dei corsi abbinati per l'insegnamento di certe materie (italiano, storia e geografia, matematica, lingue moderne), i quali sono frequent~ti promiscuamente dagli alunni della Scuola tecnica e da quelli del Ginnasio inferiore. Finita quella data lezione in comune, gli scolari si separano e vanno in aule diverse a seguire le discipline speciali prescritte a ciascun ordine di scuole. Di solito avviene, o almeno è ayvenuto finora, che l'indirizzo proprio del Ginnasio sia sacrificato interamente a quello della Tecnica, sia per la preponderanza numerica degli alunni di questa scuola, sia per le speciali condizioni dell'ambiente coloniale, che non perde mai d'occhio sua maestà il danaro. L'istruzione impartita è troppo pratica, utilitaria, e troppo poco intellettuale, raffinata, disinteressata. E il prof. 'Guzmano, senza saper nulla delle opm10m del suo collega di Tunisi, ci scrive da Smirne: Il nostro scopo principale è di dare grande sviluppo al Tecnico, mettendo in se• conda linea il Ginnasio. Il quale non può avere tutte le materie separate dal Tecnico, anche per questo che importerebbe qualche professore di piu, e le entrate sarebbero poche e le uscite molte: cosicché difficilmente riusciremmo a sbarcare il lunario. Siamo perciò venuti nella decisione di fondere le due scuole, sacrificando gl'interessi del Ginnasio, per dare lo sviluppo che si merita e che richiede la spietata concorrenza delle altre scuole, al corso commerciale. La fusione in Oriente non porta gravi danni nel 1° e nel 2° anno, perché qui l'italiano non è la lingua che s'impara a balia, e bisogna accontentarsi di insistere nei primi due anni, affinché i quattro concettucci siano espressi grammaticalmente e con chiarezza. Giudicare i compiti d'italiano dei nostri allievi con i criteri adottati in Italia, sarebbe andare contro a ogni piu elementare buon senso. Gl'inconvenienti della fusione cominciano in 3a e 4a tecnica, dove gli alunni del Ginnasio sono costretti a sentir parlare di lettere commerciali, di argomenti d'attualità pratica immediata - zavorra per loro inutile o quasi - e vengono esercitati in lettere sul commercio dei fichi e tappeti di Smirne, o sono invitati a rivolgersi a un ipotetico amico di Alessandria di Egitto per domandare quali vantaggi potrebbero ricavare se si dessero al commercio in quelle parti. E bisogna far cosf, perché non si può fare diversamente. Brevità di tempo, molteplicità di materie e scopo utilitario della scuola, costringono noi in Oriente a uno studio superficiale e limitato dell'italiano e all'esclusione di ogni autore classico! Chi scrive ebbe l'anno scorso la velleità di porre in mano ai suoi allievi di 3" tecnica l'Ariosto; ma dovette convincersi che le fanfaluche di Messer Ludovico non sono gradite agli orientali, e troncò a metà la lettura pe~ no~ indispettirsi irragionevolmente e senza pro. Eppure nel nostro programma compaiono_ i nomi del Monti, del Parini, dell'Alighieri. Li han voluti mettere, ma per parte mia, se non saranno lettera morta, certo si ridurranno ai minimi termini. Bisogna aver pazienza e adattarsi al luogo, e convincersi che l'Asia minore è l'Asia minore e non l'Italia. Ora l'Asia Minore noi l'abbiamo anche in Italia. Ed è costituita da quella classe sociale, che nella istruzione, né può, né ha. il_ dov:re d~ cercare un mezzo di raffinamento intellettuale, e che manda 1 suoi figli alla Scuola tecnica perché vi acquistino in breve un aiuto a guadagnarsi la vita. Costoro hanno bisogno di una istruzione analoga assolutamente a 331 Bib~iotecaGino Bianco

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