Problemi di riforma scolastica a stud1 ulteriori, richiesta dagli alunni piu ricchi, sarebbe sacrificata alla istruzione complementare richiesta dalla maggioranza povera; e verrebbe cosf resa impossibile ogni seria organizzazione della scuola di grado superiore: oppure le classi sociali piu influenti e destinate alle scuole del grado superiore riescirebbero a far trionfare le loro esigenze; e avremmo una scuola di educazione intellettuale raffinata, in cui la grande maggioranza degli alunni si troverebbe a disagio e impedirebbe ai compagni privilegiati ogni serietà di stud1: oppure si cercherebbe di risolvere il problema per via di transazioni; e una transazione fra il circolo e il quadrato nessuno l'ha trovata finora, salvo a deformare il circolo e a deformare il. quadrato. Né si dica che le stesse considerazioni, le quali consigliano la convivenza nella scuola elementare di alunni appartenenti a ceti diversi, può valere per dimostrare la utilità di questa convivenza anche nella scuola media inferiore. Ogni migliore teoria diventa pessima, quando se ne estenda l'applicazione fuori del campo naturale; e vana è quella utilità che non si possa raggiungere senza danni collaterali troppo gravi. Nella scuola postelementare le condizioni degli alunni sono essenzialmente disfarmi da quelle della scuola elementare; perché non si tratta piu per il maestro di insegnare a leggere, scrivere e far di conto - cose di cui tutti gli alunni avranno sempre bisogno, e che a tutti gli alunni non possono essere insegnate se non in un modo solo, sia pure aggiungendo in via subordinata alle nozioni fondamentali di necessità comune qualche piccolo corredo di notizie, magari superflue agli uni, ma indispensabili agli altri. Nella scuola postelementare, non solo gli alunni destinati a lasciare la scuola verso i 13 o 14 anni per una qualsivoglia occupazione immediatamente lucrativa, hanno bisogno di studiare materie diverse da quelle che sono necessarie a chi è destinato a procedere 3 ; ma le stesse materie necessarie e agli uni e agli altri devono essere studiate dagli uni e. dagli altri per fini diversi e quindi con diversi metodi. L'insegnante di scienze naturali di una scuola postelementare di breve durata a indirizzo agrario o commerciale deve insegnare agraria o merceologia e niente altro: perché l'alunno di modesta çondizione sociale e bisognoso di guadagnarsi la vita, non ha tempo da perdere con le teorie del Darwin e del Weisman; le scienze naturali, invece, di una scuola media di primo grado iniziatrice a scuole superiori devono educare gli alunni alla osservazione accurata e intelligente dei fenomeni naturali e prepararli allo studio delle grandi leggi della materia e della vita, che verranno in seguito. Il francese insegnato al futuro commesso 3 GABELLI, L'istruzione in Italia, p. 175: "Accorrono [alle Scuole tecniche] tutte ie classi sociali, dal figlio del banchiere che aspira alla laurea dell'Università, a quello del sarto e del vermicellaio che finiranno dietro il banco del proprio padre. Ma come trovare in tanta varietà, ordinamenti, studi, programmi, libri, metodi che convengano egualmente a tutti? Che se ne fa della contabilità, o di tre anni consecutivi di calligrafia quello, che per la sezione matematica dell'Istituto e l'Università, ha in mente di diventar ingegnere? E che delle scienze naturali, di un disegno talvolta artistico, il salumiere che vuol imparare i conti per meglio dirigere la sua bottega?" 328 BibliotecaGino Bianco
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