Capitolo terzo La Scuola unica complementare e preparatoria e la nuova Scuola tecnica SOMMARIO: I. Si dimostra didatticamente inaccettabile la proposta di fondere il Ginnasio e la Scuola tecnica in una Scuola unica complementare e preparatoria. - 2. Se questa scuola sia necessaria per consentire una piu razionale scelta delle professioni. - 3. Come si possa arrivare, senza volerlo e senza saperlo, a istituire la Scuola unica complementare e preparatoria. - 4. Se la V e la VI elementare possano bastare alla cultura popolare. - 5. La nuova Scuola tecnica o Scuola popolare superiore. - 6. La preparaz~one degl'insegnanti. - 7. Come possa avvenire il passaggio dalla Scuola popolare superiore alle Scuole medie di secondo grado; e con quali criteri si debbano distribuire geograficamente le nuove scuole. I Eccoci cosf condotti, attraverso l'esame delle vicende storiche e dei difetti organici della Scuola tecnica, e per via piu sicura che non sieno i puri ragionamenti teorici, a dichiararci risolutamente contrar1 alla propostà di istituire in Italia una scuola postelementare unica, la quale raccolga e gli alunni dell'attuale Scuola tecnica e gli alunni dell'attuale Ginnasio inferiore, e serva tanto come scuola complementare per coloro che intendono lasciare gli stud1 tre o quattro anni dopo la scuola primaria, quanto come scuola preparatoria per coloro che intendano proseguire verso le scuole medie di grado superiore. Una scuola di questo genere, mescqlando insieme gli alunni della Tecnica e quelli del Ginnasio, assommerebbe in sé i difetti di entrambe le scuole; presenterebbe ingranditi e inaspriti tutti i mali da cui tanto la Scuola tecnica quanto - come vedremo in seguito - il Ginnasio sono travagliati; "adunerebbe in un corpo solo l'irrequietezza, il disordine, il turbamento dei moltissimi giovanetti che, tanto al Ginnasio quanto alla Scuola tecnica, rappresentano senza colpa loro l'inerzia intellettuale e la sterilità educatrice generata dal connubio fra le false vocazioni e i programmi didattici disadatti e squilibrati 111 ; rovinerebbe l'una e l'altra categoria di alunni peggio che non sia rovinata oggi ciascuna nella scuola propria; sarebbe "per la tecnica un danno, per la classica un colpo mort~- le. 112 Perché in una simile scu0la minestrone, o la educazione preparatona t Relazione al disegno di legge Gallo sulla istruzione secondaria, 25 gennaio 1901, "Atti della Camera dei Deputati," n. 184, pp. 31-32. 2 GABELLI, L'istruzione in Italia, p. 255. 327 BibliotecaGino Bianco '
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