Problemi di riforma scolastica nella realtà concreta un inconveniente teorico è compensato da un notevole vantaggio pratico. Non è inutile tenere in comune nelle scuole primarie fanciulli delle piu diverse classi sociali, i quali ad altrettante diverse occupazioni attenderanno adulti. Non è male che in una età di sentimenti e di impressioni vivissime, ricchi e poveri si trovino insieme, si conoscano, apprezzino gli uni negli altri quelle doti di cuore e di mente che in diverse condizioni di vita sociale si presentano apparentemente diverse; imparino a liberarsi da quel contegno chiuso e altezzoso che offende gli umili, o rozzo e sguaiato che offende chi poté aver sin dall'infanzia educazione fine ed accurata. Ciò che importa è tener d'occhio e curare in special maniera e quando sia necessario escludere inesorabilmente dalla scuola i perversi, i maligni, quelli che la esperienza del maestro riconosce incorreggibili, ricchi o poveri che sieno. Dalla influenza di costoro, che fortunatamente son pochi, vanno tenuti immuni i compagni. E dove maestri, direttori e famiglie facciano rispettivamente il proprio dovere, i vantaggi sociali della promiscuità scolastica rimarranno sempre maggiori di qualche pur notevole inconveniente pedagogico; e i ricchi non avranno troppo diritto di lamentarsi, se nell'interesse generale della società saranno costretti nei primi anni a qualche sforzo di adattamento nella loro convivenza scolastica coi compagni delle classi sociali meno elevate. Tanto è vero questo, che negli stessi paesi, nei quali la scuola popolare è distinta dalla preparatoria, si tende ad assimilare le due scuole, magari col togliere dalla scuola preparatoria le lingue straniere, per levare un grande ostacolo al passaggio dalla scuola popolare alla scuola media. 35 E noi che in Italia questa assimilazione abbiamo, commetteremmo un grave errore abbandonandola. Affinché, per altro, gli alunni della classe sociale inferiore non venissero danneggiati dalla convivenza scolastica con gli alunni degli strati superiori, la scuola elementare nell'atto stesso che con la legge dell'istruzione obbligatoria era aperta al popolo, avrebbe dovuto essere adattata ai bisogni della nuova clientela. Ma non se ne fece nulla; e la scuola continuò a funzionare come se non dovesse educare altri alunni all'infuori di quelli ·destinati alle scuole medie, con l'aggravante di non poter piu nemmeno raggiungere questo scopo, perché impedita dalla moltitudine ammessavi di recente e che era ormai la maggioranza. Questo è l'errore fondamentale, che sempre tolse alla scuola elementare 1i volgere la sua attività a preparare il popolo alla vita di lavoratore e di cittadino, che ne falsò e ne falsa il carattere e il fine, rendendola quasi un vestibolo della scuola media. I maestri elementari, spinti dal desiderio e, osiamo dire, dal dovere di giovare alla villaggi e campagne, si fa voti che il programma degli studi sia nettamente distinto in Popolare e Primario; nel redigere i quali si tenga conto delle condizioni di vita e dei fini diversi che le due classi d'allievi intendono conseguire." (Verbali stenografici delle conferenze indicate Firenze, Tip. della Gazzetta d'Italia, 1881, p. 103.) ' 35 Cfr. LANGLOIS, Notes sur l'éducation aux États-Unis, nella Revue internationale de l'enseignement, voL XLIX, 1905, p. 289. 322 BibliotecaGino Bianco
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