Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

La riforma della scuola media no del popo~o, ?bbligato a contentarsi della sola scuola primaria, deve pur~ co!1~egmre 1~ .essa una _q~alc~e _superficiale notizia di geografia, di stona c1v1l~e p~httc~, delle 1;t1tuz10m_e delle leggi del proprio paese e quella pratica antmettca che e necessana a superare con indipendenza e senza dolorose sorprese le minute difficoltà della vita· l'alunno invece che potrà :ontinuare in una scuola postelementare la p;opria educazione, non ha evidentemente nessun bisogno di imparare nelle elementari una prima volta e superficialmente parecchie di queste cose, che studierà con miglior profitto qualche anno piu tardi; e troverebbe maggiore utilità impiegando quel tempo in altri stud1; nell'apprendere, per esempio, come si fa in Francia col metodo diretto, i primi elementi di una lingua straniera vivente.33 Inoltre, a parità d'anni e d'ingegno, il figlio dell'artiere e del bottegaio non può proseguire negli stud1 di pari passo con quello del negoziante, del professionista, dell'impiegato. La quantità d'idee che circolano, per dir cosf, nell'ambiente in cui vive il secondo, la maggiore proprietà del linguaggio, la maggiore coerenza nel discorrere, sono un aiuto indiretto ma efficacissimo, di cui il primo è quasi totalmente privo: le condizioni iniziali dei due alunni sono diverse, e a volerli far correre insieme, si toglie qualcosa all'uno senza dare nulla all'altro.34 11a non di rado 33 Anche il Boccardo già nel 1880 osservava che "la scuola elementare quale è al presente, è uguale tanto per quelli che, compiuti gli studi di essa, s'avviano immediatamen'te all'esercizio di un'arte manuale, di un mestiere, quanto per quelli che s'indirizzano a studt ulteriori, sia nel Ginnasio, sia nella Scuola tecnica. Il fanciullo, che compie gli studi elementari con lo scopo che questi gli servano immediatamente alla sua vita di artigiano, ha diritto che la società gli dia un insegnamento che per misura e per qualità sia bastevole ai suoi bisogni. Ma questa misura e questa qualità sono ben diverse pel fanciullo che negli studi primari s'inizia alla vita letteraria e scientifica. Il primo vuole un copioso corredo di cognizioni, superficiali ben31, ma positive, strumentali; nel secondo fa d'uopo rafforzare, educare le facoltà dello spirito. Trattasi di una coltura, colà estensiva, qua intensiva. Onde si chiarisce che la confusione incomincia nella scuola elementare, nella quale ad un ordine di allievi si dà troppo, all'altro poco... Sarebbe sommamente desiderabile che nei grandi centri di popolazione, qualora le condizioni finanziarie il permettano, fossero istituite le scuole primarie ben distinte e separate per programmi e per metodi dalle elementari." (La riforma delle Scuole tecniche, cit., pp. 19-20.) E di fatti nelle grandi città, dove piu profonda è la differenziazione fra le classi sociali e maggiori le incompatibilità intellettuali e morali, la divisione tende a determinarsi spontaneamente per opera delle scuole private a pagamento, alle quali le famiglie benestanti amano mandare i loro bambini, nonostante che le scuole pubbliche sieno gratuite. In generale le scuole private a eagamento seguono gli stessi programmi delle scuole pubbliche, perché sono tenute da perso~e immuni da ogni cultura didattica; ma non appena i direttori di esse comprenderanno tutto il profitto educativo che si può ottenere con una scolaresca omogenea e destinata tutta a proseguire per le scuole secondarie, l'attrazione delle scuole private sulle famiglie benestanti diventerà irresistibile. Sarà un fenomeno, a nostro parere, transitorio, al quale ve_rranno _m~no. le ~a~s~ determinatrici via via che le classi inferiori si raffineranno e nelle classi super1or1 s1 chianra meglio il sentimento della solidarietà umana; ma in attesa di quest'avvenire non molto prossimo, è da vedere se ai poteri pubblici non convenga, premunirsi contro una concorr~nza eh~ può da un momento all'altro diventare formidabile· e la soluzione del problema non st trovera mai nelle proibizioni giacobine, ma nell'adattare ~bilmente la scuola ai bisogni delle singole classi sociali. . • · 34 La difficoltà di conciliare in una scuola unica i. bis?gni delle d~e ~~assi dt alu.~t fu nettamente sentita dagli intervenuti alle Conferenze didattiche t~nute m Ft_renze per 1n1ziativa del Ministero dell'istruzione nell'agosto del 1880, poiché essi votarono _11.seguent~ .ordine del giorno: "Considerando che all'istruzione primaria sono obbligati tutti 1 bam?101 e giovinetti dello Stato; tenuto conto che alcuni fra questi voglion? rag~iunger~ un fi?e. nspetto a cui l'insegnamento primario non è che un mezzo yer proseguire gh. studi supenon e eh~ per essi l'insegnamento primario va subordinato al~'~nse~namento sup~n~re; tenuto cont? pot che ve n'ha altri moltissimi, i quali per la necessita ~il l?ro con~iz1on1, non pot~ndost prefiggere questo fine debbono terminare nella scuola pnmana: considerando da _ultimo. qu~nto diverse sieno le c~ndizioni sociali, le abitudini, gli usi ed i costumi de' van paesi, ctttà, 321 BibliotecaGino Bianco

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