Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Problemi di riforma scolastica otto, perché l'aumento degli orar1 aveva reso necessaria la divisione dell'italiano dalla storia e geografia; le quattro ore di scienze naturali, invece di essere concentrate in un anno solo, erano sbriciolate in due ore per due anni; l'insegnamento del francese, che prima aveva dieci ore nella seconda tecnica e quattro e mezza nella terza, ebbe diminuito l'orario: ogni concentramento e coordinazione d'insegnamenti divenne piu che mai impos- ·b·1 SI lie. Un tentativo per adattar meglio la Scuola tecnica alle esigenze di quegli alunni, che domandano una istruzione pratica e utilitaria, fu fatto dai Ministri Baccelli (istruzione) e Fortis (agricoltura) col R. D. 25 ottobre 1898, in virtu del quale si volle dare a un certo numero di Scuole tecniche un indirizzo agrario, o industriale, o commerciale, perché apparecchiassero "con insegnamenti speciali e pratici all'esercizio delle piccole industrie, dell'agricoltura e dei commerci, i giovani, che usciti dalle scuole elementari, non hanno, per la loro condizione sociale, né il modo né la volontà di volgersi alle professioni piu alte. 1125 Ma tutta la riforma si ridusse a comprimere in piu brevi orar1 la vecchia enciclopedica e sacrosanta "cultura generale dell'uomo e del cittadino," e ad aggiungere alla serie dei programmi antichi alcuni nuovi insegnamenti piu o meno autenticamente agricoli o industriali o commerciali. E una Scuola tecnica "a tipo comune" fu battezzata Scuola tecnica a tipo agrario, stivando in un minor numero d'ore l'italiano, la storia e la computisteria, e aggiungendo due ore di scienze naturali e tre di agraria; le scuole a tipo commerciale non ebbero bisogno per diventare tali che di un'ora settimanale di meno nella matematica, nel disegno, nell'italiano, e di un po' piu di scienze naturali e computisteria nonché di quattro ore settimanali, per due anni, di tedesco o inglese; e per creare le scuole a tipo industriale si tolse qualche ora all'italiano, alla storia, al francese, alla computisteria, alla calligrafia, e si aggiunsero due ore al disegno, un'ora alle scienze naturali, quattro ore di meccanica elementare e cinque di tecnologia industriale. 26 Sono riforme, evidentemente, inadeguate allo scopo; le quali, lungi dal diminuire, hanno aggravati i difetti fondamentali della scuola: cioè la promiscuità di alunni aventi esigenze eterogenee, la interferenza di fini didattici diversi, lo sviluppo parassitario della superficiale e caotica "·cultura generale" imposta a tutti e utile a nessuno, l'eccessivo numero degl'insegnanti contemporanei, 21 la nessuna coordinazione degl'insegnamenti. 25 Relazione a S. E. il ministro della P. I. sulla riforma dei Licei e delle Scuole tecniche, Roma, Cecchini, 1898, p. 5. 26 Orari delle Scuole tecniche secondo il Reg. 16 ottobre 1899 (v. lo specchietto alla pagina sg.). 27 Si vedano a questo proposito le assennate osservazioni del COMELL0, Le nostre scuole, Casale, Tip. Bertero, 1892, p. 24. 318 BibliotecaGino Bianco

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