Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

La ri/orma della scucia media trati nel corso complementare meglio disposti a ricevervi quel genere d'istruzione di cui avevano bisogno. III Il male era che questa riforma, fatta per decreto reale, poteva essere per decreto reale disfatta. E la disfece, prima che passasse un anno, col R. D. 26 giugno 1881, il ministro Baccelli, sopprimendo il corso complementare, ritagliando gli orar1 di qua, rifilandoli di là, e lasciando immutati i programmi e le istruzioni del 1880!11 Al disordine determinato da siffatto dissennato provvedimento cercò di riparare l'on. Coppino nel 1885, quando ritornò al Ministero, riprendendo sotto nuova forma la idea del 1880. E organizzò la Scuola tecnica con un primo biennio comune, ~ col terzo corso sdoppiato in due sezioni; l'una delle quali conduceva all'esame di licenza, e l'altra preparava per l'esame di ammissione all'Istituto; l'esame di ammissione veniva ristabilito coll'art. 89 del Regolamento 21 giugno 1885. 18 Quello che presso le nazioni piu civili si consegue con · varie maniere di scuola cosf spiegava l'on. Coppino la sua riforma - noi abbiamo voluto ottenere per la sola Scuola tecnica; e con quanto buon frutto, lo può giudicare chi abbia esperienza di scuole. Ché ben altri metodi e modi conviene tenere quando si ha a dare un semplic::: 17 La giustificazione di questo colpo di testa è degna di esso. "In molte delle Scuole tecniche del regno non poté per deficienza di alunni farsi luogo effettivamente alla apertura della classe complementare. Ma non basta: anche dove tale classe venne iniziata, non mostrò di apportare praticamente i vantaggi che se ne speravano, onde piu di una volta avvenne che i giovani, i quali vi si erano iscritti, cessassero dopo qualche tempo dal frequentarla" ("Bollettino del Ministero," 1881, p. 543). Ma era perfettamente naturale che nel primo anno avvenisse questo, perché gli alunni, uscendo dalla terza tecnica di vecchio tipo non avevano nulla di nuovo da apprendere nella classe complementare di fresco istituita. Per giudicare della utilità della nuova istituzione occorreva aspettare che arrivassero alla soglia della classe complementare gli alunni entrati nella Tecnica sotto l'impero dei nuovi programmi ed orari: occorreva, cioè, aspettare almeno tre anni, durante i quali il Ministero non avrebbe dovuto istituire nemmeno la classe comple: mentare, lasciando che gli alunni, i quali avevano iniziato gli studi col regolamento del 1867, 11 finissero con lo stesso sistema. Ecco gli orari baccelliani del 2 ottobre 1881: MATERIE D'INSEGNAMENTO I II III Italiano 7 5 5 Storia e geografia 4 4 4 Diritti e doveri 1 Francese 6 5 Matematica 5 4 3 Computisteria 5 Disegno 6 4½ 4½ Calligrafia 3 3 1 25 28½ 31½ 18 "Bollettino del Ministero," 1885, p. 873. 315 BibliotecaGino Bianco

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