Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Problemi di riforma scolastica corso m una classe comune tanto i giovani che devono passare all'Istituto, quanto quelli che ora finiscono in quell'anno i loro studt In secondo luogo, ai giovani che non vanno oltre la Scuola tecnica s'impartirebbe nel corso complementare quell'istruzione speciale e pratica, che ad essi è necessaria, e sarebbe ai primi inutile ingombro. In terzo luogo, nel corso triennale, sgravato dell'istruzione speciale e pratica, si darebbe maggiore svolgimento alla cultura generale, che tanto per gli alunni avviati all'Istituto, quanto per gli altri vuol essere rinforzata... E si crederebbe opportuno di lasciare per questo corso complementare una certa libertà nella scelta della materia principak d'insegnamento, affinché si possa adattare ai diversi bisogni delle popolazioni, che sono qui piu dedite all'industria, là al commercio, altrove all'agricoltura. E cosi, dove non è e non può esservi Istituto tecnico, il corso complementare della Scuola tecnica ne rappresenterebbe in certo modo una piccola parte, quel tanto, cioè, necessario ai bisogni del luogo. 15 È, come si vede, la proposta della Commissione del 1870. E per mezzo di essa, concentrandosi nel corso complementare le scienze naturali, la computisteria, i diritti e doveri, l'algebra e tutte quelle parti delle altre materie, le quali erano utili ai soli alunni che non intendessero proseguire negli stud1, gl'insegnamenti del triennio comune potevano meglio respirare e si poteva dare ad essi un indirizzo piu educativo e meno subordinato alle necessità di una istruzione immediatamente utilitaria 16 : indirizzo, che se da un lato era indispensabile agli alunni destinati a proseguire per l'Istituto, dall'altro poteva non disconvenire a quelli che sarebbero en15 MINISTERO DELLA P. I., DIVISIONE DELL'INSEGNAMENTO TECNICO. La riforma delle Scuole tecniche: relazione a S. E. il ministro, istruzioni e programmi; Roma, Tip. Eredi Botta, 1880, pp. 4 sgg. (è pubblicata anche nel Bollettino ufficiale del 1880, pp. 1039 sgg.). La relazione della Commissione di studio presieduta dall'on. Boselli coi processi verbali delle discussioni, ricche di osservazioni acute e di dati interessantissimi, fu pubblicata a parte dagli Eredi' Botta nel 1880. Ecco gli orad del 1880: MATERIE D'INSEGNAMENTO ANNO I ANNO II ANNO III COMPLEMENTARE Italiano 8 6 6 3 Francese 4 4 4 Calligrafia 3 2 2 Storia 2 2 2 1 Geografia 2 2 2 2 Disegno 4½ 4½ 6 3 Matematica 5 5 2 Nozioni di scienze naturali e igiene 8 Computisteria 6 Diritti e doveri 1 24½ 25½ 30 16 Per esempio, all'insegnamento della matematica, pur continuandosi ad osservare, secondo lo spirito delle istruzioni del 1867, che "non sarebbe conforme all'indole di queste scuole il voler tutto dimostrare a rischio di stancar la mente dei giovani e disamorarli dallo studio," si attribuisce nettamente un duplice scopo: "istruttivo ed educativo; deve, cioè, addestrare gli alunni nel conteggio e nel calcolo mentale e venirli educando col concetto di figura geometrica e colle esercitazioni numeriche." E nelle istruzioni pel programma d'italiano si sopprimeva ogni accenno agli speciali bisogni di una scolaresca destinata a non proseguire negli studi, e si diceva senz'altro: "Il fine di questo insegnamento è di mettere l'alunno in grado di leggere e gustare gli autori meno difficili; di parlare e scrivere con semplicità e con chiarezza sopra argomenti della vita ordinaria; e di poter studiare le grammatiche di lingue straniere viventi." 314 BibliotecaGino Bianco

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