Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Problemi di riforma scolastica in Italia, non solo perché darebbe un notevole aumento di spesa, ma eziandio e piu perché non sarebbe razionale il pretendere che la scelta definitiva della carriera scolastica avesse irrevocabilmente a farsi da alunni di dodici anni, quali son quelli che entrano nella Scuola tecnica. Costretta a scartare questa via, la Commissione proponeva che si riducesse la Scuola tecnica a scuola preparatoria per l'Istituto, limitandovi l'insegnamento matematico, ma impartendolo "con tutto il rigore che richiede una dimostrazione scientifica e senza fare appello a supposte prove intuitive," e aggiungendovi solo le lettere italiane, la lingua francese, la stona, la geografia fisica e politica, il disegno geometrico e a mano libera. Per quegli alunni poi, i quali, contenti a una istruzione piu rudimentale, vogliono con la Scuola tecnica chiudere ogni tirocinio scientifico e letterario, si darebbero in un anno complementare di corso tutte quelle materie accessorie, che negli attuali programmi sono sparse nei tre anni, cioè gli elementi di scienze fisiche e naturali, la contabilità, gli elementi di economia sociale, sostituiti ai diritti e doveri del cittadino. Nell'ordinamento della Scuola e negli orad, cotesti insegnamenti dovrebbero distribuirsi in modo, che i giovinetti i quali non vogliono proseguire gli stud1 tecnici del secondo grado, possano anche prima di aver compiuto il terzo anno di Scuola tecnica frequentare le lezioni sulle discipline accessorie. È in generale desiderabile che questa categoria di giovani e i loro parenti si persuadano, che coloro eziandio i quali non aspirano agli stud'ì superiori, hanno pur tuttavia mestieri, per esercitare i commerci e le industrie, non che per adempiere gli uffici amministrativi, di una istruzione mezzana, ad acquistare la quale nessuno per fermo giudicherà soverchi quattro anni di scuola. E noi portiamo ferma opinione che, col progredire della vita industriale e del mercantile movimento nel nostro paese, non andrà lungo tempo che, fatte persuase· di questo fatto, anche quelle classi della popolazione alle quale i gradi superiori della coltura tecnica sono preclusi, vorranno pur nondimeno rendere i propri figli partecipi almeno di quella media qualità e quantità di conoscenza che la Scuola tecnica completa impartirebbe. Qualunque giudizio si voglia dare intorno a queste proposte, è certo che esse avrebbero dovuto consigliare j ministri, se non a porre mano senza ritardo a una riforma delle Scuole tecniche, almeno a mantenere ·con fermezza per i licenziati da esse l'obbligo dell'esame di ammissione all'Istituto, imposto dalla legge Casati esplicitamente e indipendentemente dalla conseguita licenza, essendo questa la sola barriera che limitasse in qualche modo l'ingresso negl'Istituti di alunni, a giudizio di tutti, ~al preparati. Invece, con aperta violazione della legge Casati, il R. D. 26 ott. 1875 dichiarò la licenza tecnica sufficiente titolo d'ammissione all'Istituto senza altri esami. L'Istituto, naturalmente, non ci guadagnò. E tutto il grosso volume, nel quale furono pubblicate le osservazioni fatte nel 1878 dagl'insegnanti degli Istituti tecnici su l'Ordinamento e i Programmi degl'lstituti (Roma, Tip. Edit. Botta, pp. XCI-1064) trabocca ad ogni pagina di lamenti sulla pessima preparazione, che la Tecnica dà agli alunni che si avviano per l'Istituto. Ma intanto al fine determinato, specifico, assegnato dapprima 312 BibliotecaGino Bianco

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