Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

La riforma della scuola media fessore distrugga con la sua lezione l'effetto ottenuto nella lezione precedente da un altro. In una scuola dove le materie d'insegnamento sono numerose - e in una scuola postelementare di breve durata, che abbia fine in se stessa, questo male è inevitabile - la coordinazione degli insegnamenti sarà sempre assai difficile e una certa inorganicità non si potrà mai togliere. Ma se i numerosi insegnamenti saranno impartiti, come nella Scuola tecnica, da altrettanti insegnanti specialisti, ciascuno dei quali non è tenuto a conoscere le materie insegnate dagli altri - mentre gli alunni, o giustizia del mondo ... scolastico!, debbono le materie conoscerle tutte - e il computista può non essere calligrafo, e il professore d'italiano può ignorare il francese, e il professore di francese può non conoscere affatto, o conoscere assai male l'italiano, l'unità degl'insegnamenti sarà sempre un'utopia: gli alunni si troveranno disputati e sballottati di ora in ora fra indirizzi ed esigenze diverse - e guai se gl'insegnanti saranno tutti diligenti e zelanti! - o usciranno dalla scuola con in testa un caos di nozioni incoerenti, se pure arriveranno alla fine, e se pure avranno acquistate altre cognizioni all'infuori di quelle che servono solo per gli esami e che dopo gli esami ogni persona intelligente ha il dovere di dimenticare con la massima sollecitudine. I resultati degli errori pedagogici che presiedettero alla creazione della Scuola tecnica si videro senza ritardo. - Nella Scuola tecnica, diceva Quintino Sella alla Camera il 26 gennaio 1862, "di tecnico non c'è assolutamente nulla." "L'insegnamento della Scuola tecnica," dichiara la Commissione nominata con R. D. 10 aprile 1870 pel riordinamento e coordinamento degli studi tecnici e professionali, "non è punto adeguato come cultura generale e professionale per gli alunni, che aspirano ai minon impieghi dell'amministrazione e del commercio. 119 E quattordici anni dopo Aristide Gabelli ripeteva: "Gli alunni e le famiglie trovano le Scuole tecniche disadatte come avviamento alla vita. 1110 E nel 1888 la Commissione parlamentare, che riferiva su di un progetto di legge per l'ordinamento dell'istruzione secondaria, scriveva: Molti padri di famiglia, artieri, piccoli commercianti e via dicendo, i quali stimano insufficiente ai figliuoli la istruzione acquistata nella scuola elementare, o non vogliono che, tuttavia incapaci di lavoro lucro~o, ~imentich~no eziandio ~1 poco eh: sanno, e d'altra parte non possono fruire del Gmnas10, perche no_n hanno rn mente d1 tirarli su per medici o per avvocati, li mandano alla Scuola tecmca; e dopo un espe: rimento breve, accortisi che gl'insegnamenti che vi s'impartono non. sono_ per loro, h levano. Cercavano una scuola che pur avvalorando e accrescendo la 1struz10ne elemen: tare avviasse i figliuoli all'esercizio di un'arte utile, e ne han11:oinvece una, don~e chi v'abbia consumato tre anni esce senza né essere un uomo mediocremente colto, ne avere strumenti a guadagnarsi la vita, quando non voglia fare il fatt,orino telegrafico o lo 9 Statistica del Regno d'Italia: istruzione tecnica [1868-69), Firenze, Tafani, 1870, P: ~XIII. 10 Sulla statistica dell'istruzione secondaria per l'anno scolastico 1881-1882, Annali dt Statistica, Serie 33 , vol. 9<> (1884), p. 295. 309 BibliotecaGino Bianco

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