Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Problemi di riforma scolastica all'altro, come se avesse il fuoco alle calcagna, per non lasciare inesplorato nessun punto del cosf detto programma; ma invece di "insegnare la matematica," cercherà di educare gli alunni all'analisi dei concetti di quantità e di forma e alla loro giustificazione mediante il ragionamento deduttivo, e a questo scopo sceglierà poche teorie fondamentali intorno a cui eserciterà gli alunni con problemi, di cui essi, non il maestro, devono scoprire la soluzione, con proposizioni, di cui essi, non il maestro, devono trovare la dimostrazione. E il professore di fisica smetterà la vana pretesa di "insegnare la fisica"; ma educherà gli alunni a comprendere gli sforzi mirabili della ricerca sperimentale e della formulazione matematica dei dati sperimentali, e mostrerà loro l'interesse, il metodo, la portata teorica e pratica della sua scienza, approfondendo soltanto alcuni argomenti tipici e dando il massimo sviluppo agli esercizi pratici, in cui l'alunno dovrà trovare da sé le verità che oggi gli vengono rivelate in fretta e in furia e a cui egli deve credere il piu delle volte - o fisica sperimentale! - in verba magistri. E il professore di scienze naturali cercherà di formare nell'alunno l'abitudine di osservare e di ricercare il perché dei fenomeni osservati, e il desiderio e la capacità di scoprire questo perché; e intenderà che per raggiungere questo scopo, non solo non è necessario insegnare tutte le scienze naturali, ma occorre al contrario rinunziare a questa pretesa illusoria e antididattica. E gl'insegnanti di letteratura italiana e di letterature classiche o di letterature moderne straniere smetteranno di seccare gli alunni e di inaridire in essi ogni senso estetico con la lettura frettolosa e superficiale del maggior numero possibile di autori e di frammenti pescati qua e là in opere di tempi e di orientamenti intellettuali diversi, e imbalsamati nelle crestomazie (campionad per commessi viaggiatori); ma si contenteranno della lettura riposata, serena, liberale, di pochi autori, penetrandone il pensiero e l'arte e facendoli vivere con un accurato commento - non erudito, ma storico! - delle civiltà di cui le loro opere furono il fiore e il simbolo, consentendo agli alunni di ignorare anche i nomi di molti altri autori, ma ottenendo che essi si affezionino ai pochi capolavori studiati e li portino con sé dopo la scuola compagni e consolatori nella vita; e faranno servire la storia letteraria, non a preparare saputelli trinciatori di giudiz1 intorno ad opere che non hanno letto mai, ma alla illustrazione di quei soli autori che nella scuola si potranno direttamente studiare, e a dare agli alunni con pochi esempi bene scelti un'idea del metodo d'indagine critica e positiva. E il professore di storia s'avvedrà che "tutta la storia" è impossibile insegnarla - dove comincia; dove finisce tutta la storia? - ma nella massa enorme dei fatti, che al maestro ignaro dei fini del proprio insegnamento si presentano tutti nello stesso piano e nella stessa luce crepuscolare, egli saprà scegliere senza sforzo quelli soli che meglio si prestano agli intenti educativi della scuola, saprà recidere nei libri di testo tutto ciò che deve trovarsi nei libri ma non deve essere imparato a memoria dagli alunni, saprà disporre il pro300 BibliotecaGino Bianco

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