Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

La ,-i/orma della scuola media volenterosi, e maggiore disgusto per lo studio nell'animo dei negligenti" ?16 Anche per la storia, dal 1892 in poi non è fissato nessun programma. Per la prima liceale il professore sa solamente, che deve insegnare "la storia dell'Europa e in particolare dell'Italia dalla fine dell'Impero d'Occidente sino alla spedizione italica dell'Imperatore Arrigo VII"; e cos1 per le altre classi. Ebbene quanti dei vecchi professori di storia si sono domandati dal 1892 in poi quale fine debba proporsi il loro insegnamento nel Liceo? quanti professori hanno abbandonata la vecchia, noiosa, inutile enumerazione di date e nomi e battaglie, di battaglie e nomi e date? Si aprano i libri di testo piu comunemente adoperati; si ricerchi quale uso abbiano fatto i loro autori della libertà anarchica ad essi lasciata dai programmi; e si dovrà riconoscere che per la prima parte di essi la libertà è stata un dono assolutamente vano: i libri di testo continuano oggi ad essere compilati e ad essere adottati dai piu con l'identico feticismo erudito per i nomi e per le date e per le battaglie, che era imposto una volta dai programmi, e che l'abolizione dei programmi non ha in nessun modo distrutto. Certo sarebbe ingiusto attribuire agl'insegnanti tutta la responsabilità di questo perpetuarsi di metodi sbagliati: parecchi non osano abbandonarsi al loro buon senso naturale e al loro intuito didattico, perché temono un bel giorno di vedersi capitare in classe un ispettore-flagello, dotto in un solo libro e incapace d'intendere che la sua "cultura speciale" non può né deve essere "cultura generale" degli alunni; e se un certo rinnovt..nento è stato introdotto in questi ultimi anni dagl'insegnanti giovani nei metodi didattici, questo si deve soprattutto alla mancanza di un ispettorato. Ma per parecchi siffatta scusa non esiste davvero, ché anzi un buon ispettore dovrebbe penar molto prima di piegare le loro cervici lignificate; né per quelli che possono realmente invocarla, essa è valida abbastanza, perché il maestro deve trovare nella coscienza lucida e sicura del suo dovere la forza di resistere virilmente a un ispettore inetto; e solo quando questa coscienza manca, egli abdica nelle mani dell'ispettore, talvolta anche ipotetico, il suo pensiero e la sua volontà. 16 G. Rossi Alcuni suggerimenti didattici intorno all'insegnamento delle scienze naturali nelle scuole classilhe, Napoli, Pierro e Veraldi, 1911, p. 7. Cfr. EMERY, Criteri fondamentali per una riforma della scuola media in Atti del Congresso di Milano della F. N. I. S. M., pp. 63-64: "Lo studio della storia naturaÌe deve incominciare con descrizione e comparazione di oggetti; ma chi descrive e compara? Il libro di testo, il maestro e lo scolaro? Le descrizioni e comparazi~ni dovrebbero a mio avviso farle gli scolari e il maestro dovrebbe dirigerli in questo lavoro che riuscirebbe utilissimo· gli scolari imparerebbero a vedere i particolari degli oggetti e a tradurre ordinatamente le impressioni dei loro sensi in parole e periodi. Dovrebbe_ro poi, q~an~o. passa~o .a~ apprendere le regole e leggi che governano i fatti della_ vita, e quelle di. feno_mem fis1c1e c~1m1c1, potersi rendere conto sommariamente del modo con cu1 alcune almeno dt ~alt re~ole ~ l~gg1 ~~no state ricavate dalla osservazione dei fatti. Si avrebbe cosi, accanto all'acquisto d1 noz10nt positive piu o meno saldamente fermate nella memoria, una vera educazione d~lla mente, progreJsiv_amente assuefatta all'osservazione e al ragionamento induttivo, cosa molto importante, perche risultato persistente. Per quanto mi consta, pochi professori e ~olto li~itatam~nte, a~operano questo g~nere di esercitazioni. II maggior numero, sia perché oppressi dal bisogno d1 esaurire ne_l cors~, dell anno un vasto programma, sia perché trovano piu comodo attener.si al metodo d~lla lezione _PU~ o •meno cattedratica se ne astengono· e cosi l'insegnamento della fisica e della stona naturale si riduce, come gli altri, ad esercitazion~ di memoria e fattore di stanchezza." 297 BibliotecaGino Bianco

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