494 SERGIO NARDI Quanto sia viva e presente la volontà del ritorno alla terra da parte dei braccianti lo ,dimostra il fatto che a Mezzano, una frazione del Comune di Ravenna, nel 1903 assumono in proprio, al di fuori di qualsiasi organizzazione, la conduzione di notevoli appezzamenti di terreno a risaia (47), allo scopo di dedicarsi alla coltivazione agraria e di eliminare gìi affittuari. Nonostante il notevole aumento dei lavori pubbfici eseguiti con l'impiego ingente di braccia, nonostante l'emigrazione e la conduzione di terre, sia pure limitata, la disoccupazione che tormenta i braccianti non tende a diminuire. Questo fenomeno non è proprio solo ·del ravennate, ma si estende anche al ferrarese, alla bassa bolognese e in parte al forlivese, a tutto quel vasto territorio ove sono presenti analoghi fenomeni di trasformazione agraria e fondiaria. Sotto la pressione dei sindacati, delle cooperative, dei Comuni e dei partiti si aprono dibattiti e palemiche sulla natura e sulla vastità del fenomeno e per verificare come ogni tentativo messo in atto per rimarginare la disoccupazione è risultato infruttuoso. Di qui pascono le indagini che fra la fine del 1903 e i primi del 1904 vengono. promosse ed effettuate dall'Umanitaria e dal Governo(48). Nelle quattro provincie di Bologna, Ravenna, Ferrara e Forlì, si accerta la presenza di n4.ooo braccianti su di una popolazione di 1.315.451. Per i 13.500 braccianti del solo Comune di Ravenna si constata la necessità di 2.430.000 giornate di lavoro per assicurare un bilancio medio di 180 giornate per ognuno, in realtà ne dispongono solo di n3 per un totale di 1.526.867con un deficit di 903.183 giornate valutate a lire 1.807.161. Poichè le condizioni dei braccianti ravennati S(?m:,-analoghe a quelle dei braccianti delle altre tre province, per sanare la piaga della disoccupazione in tutto il territorio della bassa emiliana, risultano occorrere 5. 100.000 giornate lavorative per un importo di 11.475.000 lire (49). Ciò che emerge dalle due inchieste è che la condizione dei braccianti è caratterizzata non già dal basso livello delle retribuzioni, (47) La parola dei socialisti, anno V n. 203, 20 giugno 1903. (48) Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio, La disoccupazione nel ravennate. Cause e rimedi, Roma 1904. Socieà Umanitaria, La disoccupazione del Basso Emiliano, Milano 1906. (49) La parola dei socialisti, anno VII n. 295, I r marzo 1905.
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