Nullo Baldini nella storia della cooperazione

49° SERGIO NARDI che da essa deriva è contraddistinta dall'impresa del Canale di destra Reno, la cui tipicità è data dall'alto impegno organizzativo e tecnico dell'esecuzione. Gli aspetti che contraddistinguono e separano nettamente gue.: sti due momenti sono l'effetto di un processo irreversibile di maturazione e di qualificazione della mano d'opera dovuto all'attività e all'esperienza compiuta proprio attraverso l'organizzazione cooperativa. Ma nel momento in cui l'inizio <lei grandi lavori di bonifica sembra attenuare i disagi della disoccupazione e quando le prime lotte per l'aumento dei salari e il miglioramento dei patti di partitanza riescono vittoriose, migliorando le retribuzioni del lavoro, si crea fra la massa dei braccianti la convinzione che la soluzione del1' antico squilibrio fra le necessità della vita e i salari percepiti risieda unicamente nell'aumento delle retribuzioni ottenuto con la ri- · duzione dell'orario di lavoro. t il momento di passare all'azione. Contro il parere della Camera del lavoro e della Federazione i braccianti promuovono agitazioni e scendono in sciopero contro le cooperative per i lavori del Canale di destra Reno e per quelli del PortO:.Canale Corsini assunti nello stesso periodo (34). Così come l'impresa di Ostia anche quella del Canale di destra Reno è contrassegnata da agitazioni. Il motivo degli scioperi è che i braccianti vogliono ridurre l'orario del lavoro da otto a sei ore. Già nelle assemblee dell'Associazione ravennate del 1902, contrariamente ai consigli della direzione e di Baldini, si impone l'orario ridotto (35).. In questo modo i braccianti pensano di aumentare le retribuzioni e nel conte_mpo di prolungare il tempo occorrente ad ultimare i lav<?ri.~Perle disperate condizioni in cui vivono, vanno alla ricerca di espedienti per trovare un qualche sollievo. Così alla formula « tutti o nessuno », che di fatto provoca un danno per la presenza di migliaia di lavoratori dove ne occorrono poche centinaia, si aggiunge la limitazione dell'orario di lavoro. Ma anche in questo modo, poichè trattasi di lavori a cottimo, anzichè un miglioramento i braccianti ottengono << [ ••• ] l'elimina- (34) Su questi scioperi si veda Ùl parola dei socialisti, anno V n. 100, 23 maggio 1903; n. 203, 20 giugno; n. 220, IO ottobre; n. 226, 21 novembre. Inoltre A.C.A.B. Ravenna, Libro delle adunanze degli azionisti, cit., p. 63. (35) A.C.A.B. Ravenna,Libro delle adunanze degli azionisti, cit., p. 53.

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