Nullo Baldini nella storia della cooperazione

IL MOVIMENTO COOPERATIVO RAVE:--'~ATE, ECC. caiolo [ ... J » con la distribuzione di pochi soldi agli operai, anche se pur aveva ottenuto dal Prefetto la promessa di nuovi lavori, di aver sperperato, l'Armuzzi, denaro nella gestione di Ostia, ove si erano verificate alcune irregolarità amministrative (14). Al di là dei fatti personali che l'aspra polemica porta in luce, sta di fatto che i braccianti si trovano divisi e Baldini ha modo di riaffermare che la cooperazione non ha coiore politico, riallacciandosi alle originarie concezioni utilitaristiche del lavoro come fonte di sostentamento, ponendosi così in urto aperto con gli orientamenti prevalenti nel Partito socialista. iÈ una lotta politica interna che riguarda la sostanza socialista della cooperazione, espressa nei modi dell'uso e nella finalità che si son poste alla sua azione. Ritornano qui, portati ad un liveilo superiore, gli stessi elemen~i che contrapposero nel 1885 i possibilisti agli intransigenti. Da una parte stanno i Baldini e gli Armuzzi, che ritengono con l'acquisizione dei lavori di risolvere ii problema sociale dei rapporti capitalelavoro e con l'instaurazione di rapporti egualitari e comunitari all'interno delle cooperative di preparare l'avvento del socialismo. Dall'altra vi sono gli organizzatori sindacali e i dirigenti del partito, gli Zirardini, i Mazzoni e i Vacirca, che vedono nella lotta economica e politica i mezzi di contestazione all'avanzata del capitalismo e di preparazione alla rivoluzione. Da questo scontro, che si svolge sullo sfondo della crisi finanziaria che attraversa l'Associazione ravennate, usciranno vittoriosi gli orientamenti degli integralisti e la battaglia si concluderà con le dimissioni di Baldini dal Partito socialista, mantenute per qualche anno, e la sostituzione di Armuzzi da Presidente dell'Associazione ravennate (15). Il giudizio severo sull'attività del movimento cooperativo ravennate, espresso in sede politica, è poi ripreso anche dal nuovo Consiglio di amministrazione dell'Associazione ravennate nell 'assemblea dei soci dell'8 giugno 1902: « [ ... ] non è giusto che i pesi di questi provvedimenti d'indole sociale [emigrazione interna e ogni tentativo di lenire la disoccupazione J - siano di aggravio e di ro- (14) A.C.A.B. Rav-enna, Libro delle adunanze degli azionisti, cit., p. 46 ss. (15) La parola dei socialisti, anno II n. 67, 17 novembre 1900. Per questo episodio si veda il saggio di A. Berselli in questo stesso volume. 31

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