Nullo Baldini nella storia della cooperazione

SERGIO NARDI altre organizzazioni con la mediazione del partito, e di educare ed elevare la coscienza delle masse. Si riconosce l'articolazione del movimento operaio in diversi organismi ma non si comprende ancora la funzione autonoma che essi hanno, nè i diversi modi di esplicarsi della lotta di classe e quindi del diverso collegamento col socialismo. Se prima era l'aspettazione della rivoluzione che ·dominava la politica socialista ora si persegue ~n grezzo collettivismo contrapposto allo sfruttamento capitalistico. E nella lotta economica si elidono le caratteristiche differenziali delle classi ricondotte tutte ad uno schematico contrasto frontale fra ordine collettivista e ordine capitalista, per cui da una parte stanno solo proletari e dall'altra solo capitalisti. È sotto il segno di questi orientamenti che avviene il recupero del patrimonio organizzativo e di attività del movimento cooperativo ravennate. Già La paroladei socialisti, come si è visto, aveva accusato, nell'ottobre del 1~, la cooperazione di non aver organizzato la resistenza nella lotta economica e <li essersi lasciata trascinare sul terreno di concezioni capitalistiche. Man mano che le organizzazioni sindacali si rafforzano, le critiche si fanno sempre più stringenti. Al II Congresso collegiale socialista di Ravenna del 6 maggio 1900, si rileva come i proprietari si siano infiltrati nelle cooperative, attraverso appoggi morali e materiali, restringendo la loro funzione e sfigurandone il carattere e la coscienza di organizzazione di classe ( 13). Si lamenta pure che il movimento cooperativo abbia abbandonato la . sua vera e propria azione economica e sociale che nel passato « [ ... ] ha avuto la benefica influenza di migliorare le condizioni generali dei lavoratori e mantenere sul mercato, fino ad un certo punto, elevato il prezzo della mano d'opera [ ...'] ». Ma accuser'ai dirigenti del movimento cooperativo provengono anche dall'interno dell'Associazione ravennate. Nell'assemblea del 28 aprile del 1901, Armuzzi e Ba1dini vengono tacciati di essere « [ ....] politicanti per il loro tornaconto [ ...] » per aver chiesto l'intervento del re in aiuto della disastrosa situazione finanziaria della gestione delle terre di Ostia, di aver risolto, il Baldini, « [ ... ] lo sciopero di Mezzano [28 gennaio 1898] in modo più o meno for- (13) La parola dei socialisti, anno II n. 40, 12 maggio 1900.

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