SERGIO NARDI vina - come lo sono stati finora - alla nostra cooperativa, la quale giova dirlo, ha inspirato nel passato, la sua azione ad un criterio di carità, che è funzione più propria della pubblica heneficienza. S~tta ai Pubblici Poteri provvedere il lavoro che manca e noi avremo adempiuto al nostro dovere se nel limite delle nostre forze sapremo organizzare l'emigrazione e la distribuzione del lavoro in modo equo per tutti [ ...] » (16). E si ribadisce il concetto che la cooperazione deve essere autosufficiente se vuole essere veramente indipendente e servire la causa del socialismo. Se da un lato si sviluppa questa lotta politica interna, dall'altro i braccianti ravennati continuano a dibattersi nella disperata ricerca di un lavoro che possa lenire in parte la loro disoccupazione. E un po' ovunque avvengono manifestazioni, si nominano commissioni che si recano dalle autorità per reclama_re l'esecuzione di nuovi lavori, si inviano petizioni al Governo e ai ministri, si interessa Costa che promuove ordini del giorno alla Camera(17). Ancora una volta là parola d'ordine dei braccianti è « tutti o nessuno». Così Baldini sintetizza la situazione: « [ ... ] stamane il nostro Ceroni si è recato in territorio Camerlona (Ravenna] allo scopo di porre mano ad un piccolo lavoro [ ...] . Tutto al più si sarebbe potuto occupare una squadra di 100 operai - invece - nonostante l'inizio del lavoro si sia mantenuto segreto - dalle sole frazioni di Camerlona, Piangipane, Santerno e Mezzano si sono presentati 1600 operai. Si è quindi dovuto sospendere il lavoro [ ...] . Ti prego di nuovo vedi di parlare col· Ministro e persuadilo a ricorrere a mezzi straordinari per provvedere la-voro qui -[...] » (18). C~sì sotto la pressione costante delle agitazioni, in qualche modo organizzate e indirizzate dalle Leghe e dalla Camera del lavoro, il Governo e le Amministrazioni locali si trovano nell'inderogabile necessità di provvedere a nuovi lavori. Molte opere, la cui utilità è (16) A.C.A.B. Ravenna, Libro delle adunanze degli azionisti, cit., p. 36. ( 17) Queste continue agitazioni sono riportate nella cronaca di tutti i giornali locali e larghe tracce si trovano nelle lettere di Baldini e dell'Associazione ravennate a Costa e nelle discussioni parlamentari. (18) B.C.I., Fondo Costa, n. 2562, N. Baldini a A . Costa, 20 febbraio 1900 da Ravenna. ..
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