Nullo Baldini nella storia della cooperazione

III. LA COSTITUZIONE DELLA FEDERAZIONE DELLE COOPERATIVE All'alba del nuovo secolo l'ambiente economico-sociale e politic.o del ravennate è profondamente mutato rispetto a quello esistente c1.i primi degli anni '80. L'agricohura ha consolidato ormai le sue strutture e ha davanti a sè nuove strade per avanzare. Quello che fino agli ultimi anni dell'8oo appariva come un periodo di transizione, ora è superato. L'assetto fondiario si è stabilizzato con la netta prevalenza dei possessi in mano alla borghesia e la decadenza della proprietà nobiliare. Nuove strutture aziendali si sono affermate. La conquista di nuove terre alla produzione, le coltivazioniindustriali, le macchine e i concimi sono elementi già acquisiti alla tecnica produttiva. Alla testa di questo processo di sviluppo è la borghesia che ha soppiantato la nobiltà anche nella rappresentanza e nella direzione degli organi amministrativi ed economici (1), e che ben presto si organizza e si da proprì strumenti sia sul piano sindacale che economico, ma è una borghesia che è uscita da un connubio con la nobiltà terriera della quale ha ereditato concezioni retrive della rendita. Di fronte a questa borghesia stanno le masse dei braccianti rese compatte dal lavoro condotto gomito a gomito nella risaia e nei lavori di terrazzeria, concentrate demograficamente nei sobborghi delle città o nei villaggi ai margini delle terre di bonifica. Una popolazione, quella bracciantile, già sperimentata all'organizzazione, alla fratellanza e all'egualitarismo, dalla inderogabile necessità di trovare giorno per giorno un lavoro. Essa non è come quella mezzadrile, soggetta alla rassegnazione perchè non conosce l'isolamento e la presenza con- (1) Per questi aspetti si veda il saggio di G. Porisini in questo steSSl~ volume.

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==