474 SERGIO NARDI quanro_m modo distorto e utopistico, pongono le loro soluzioni. Segno della presa di coscienza di una propria funzione autonoma. La frattura f~a lo Stato e le masse, prodottasi durante il Risorgimento, si attenua e le prime leggi in favore della cooperazione si introducono nella legislazione. Ora è tutto questo patrimonio che deve essere recuperato al livello del processo storico determinato dalla definitiva introduzione del capitalismo nelle campagne romagnole. Cessata la temperie reazionaria degli ultimi annì dell'8oo, l' I r ottobre 1899, La parola dei socialisti così scrive: « [ ••. ] Apprendiamo con compiacimento la notizia che la locale società generale fra glì operai braccianti ha vinto il primo premio di L. 5.000 per i lavori di bonifica da essa eseguiti nell'Agro romano (bonifica di Ostia) e nell'agro ravennate (bonifica di S. Vitale) e ciò in seguito a concorso indetto nel giugno scorso dal Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio. Sappiamo pure che il Presidente Armando Armuzzi ed il segretario Nullo Baldini, compagni nostri, sono stati insigniti di una medaglia d'argento per il modo con cui è tenuta la direzione ed amministrazione dell'azienda sociale. La grande opera di redenzione è il frutto di lunghe fatiche, di sacrifici ineffabili sopportati con eroica abnegazione dai nostri operai, molti -deiquali offrirono in olocausto anche la vita. Il posto d'onore spetta quindi al proletariato cui abbiamo dedicato e dedichiamo l'opera nostra perchè assurga alla coscienza della sua alta funzione sociale. I pionieri di questa grande opera di redenzi~ne sono compagni nostri, imperocchè si deve ad essi l'organizzazione degli operai braccianti. E dei risultati odierni noi maggiormente ci coinpìacciamo in quanto che non fu estranea l'influenza sia pure indiretta del partito socialista. Noi vorremmo che la società braccianti che costituisé; una potente forza numerica, seguisse oggi più da vicino il movimento proletario, organizzando la resistenza nella lotta economica. Invece purtroppo nel regime capitalistico deve sopportare di questo il peso ed il male esempio. In ogni modo - così anche il recente congresso socialista tedesco ebbe a ritenere - la cooperazione è soprattutto un mezzo dì educazione politica e di classe del proletariato [... ] » (72). È il segno di un nuovo corso politico e sociale del paese; la cooperazione è tenuta in una considerazione nuova, per il movimento coopera~ivo si apre un nuovo periodo. (72) La parola dei socialisti, anno I n. rr, 21 ottobre 1899.
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