Nullo Baldini nella storia della cooperazione

IL MOVIMENTO COOPERATIVO RAVENNATE, ECC. 473 La crisi esploderà di lì a poco quando il disastro finanziario del1'impresa per la coltivazione dei terreni di Ostia trascìnerà l'AssocÌ:1zione sull'orlo del fallimento. Ma non è solo una crisi economica che colpisce e dilania il movimento, è anche una crisi interna, ideale, degli obiettivi che si era posto. Non si sono migliorate le condizioni del lavoro ancora dipendente dagli appaltatori, tanto meno gli operai sono stati tratti dalla miseria. È la crisi di una concezione di derivazione utopistica della lotta sociale che, nel momento in cui il capitalismo si presenta col suo vero volto, esaurisce la forza di classe nella richie~ta di lavori pubblici o nel ritorno alla terra in forme non adeguate. E la presenza di un movimento cooperativo che concepisce e attua in tale modo la lotta per il lavoro, frena e impedisce il nascere di nuovi e pìù moderni strumenti di resistenza, i sindacati. Nella crisi in cui si dibatte il movimento cooperativo, i suoi dirigenti non trovano e non possono trovare aiuto nel Partito socialista, dal quale hanno tratto ispirazione, perchè il partito, da poco costituito, è stato subito colpito dalla politica di repressione crispina. D'altra parte lo stesso confluire di Cost1/ del Partito socialista rivoluzionario di Romagna nel nuovo parti~o~ ha trovato ancora un punto di amalgama con le correnti operaistiche. Proprio per ciò non stupisce il fatto che siano adottati i rapporti di mezzadria, quando un voto del 5° Congresso nazionale del Partito socialista del 1897 deliberava per i braccianti la sostituzione del sistema della coimeressenza con quello della retribuzione a giornata (71). Il distacco fra la cooperazione e il Partito socialista rivoluzionario, manifestatosi fin dalle origini, in parte recuperato al primo insorgere di concezioni municipalistiche, si approfondisce ora col Partito socialista. Ma il patrimonio storico dell'esperienza organizzativa e ideale faticosamente accumulato col sacrificio e le sofferenze di centinaia di lavoratori non può andare distrutto. La maturazione della coscienza sociale e di classe, la fede nell'avvenire socialista, il senso della collettività, la coesione degli interessi e del lavoro, che si manifestano fra i braccianti romagnoli allo scadere del secolo, risiedono appunto nella presenza attiva delle cooperative. Attraverso la loro opera i braccianti vengono a contatto coi problemi vivi della vita politica e sociale e, per (71) Il Partito socialista italiano nei suoi Congressi, a cura di F. Pedone, Milano 1959, Voi. I, p. 93.

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