47° SERGIO NARDI La miseria dei braccianti non deriva dai bassi salari o dalle nuove strutture produttive introdotte per un miglior rendimento del capitale e che richièdono un minor impiego di manodopera, bensì invee~ perchè cacciando i mezzadri, per speculazione, si ingrossano le file degli operai. Alla base della concezione che gli affittuari siano degli speculatori sta il fatto che con le nuove culture da essi introdotte, l'erba medica e le barbabietole, la produzione aziendale non serve più alla sussistenza dei lavoratori occupati, bensì è avviata sul mercato. :È significativo un ordine del giorno votato nell'assemblea dell'Associazione del 25 luglio del 1897 nel quale si richiedono all' Amministrazione comunale i terreni « [ .•. ] non più atti alla coltura prativa [ ... ] » (63) poichè solo più tardi su di essi può iniziarsi l'opera di coloni-izazione. Cosa fare in queste condiz_ioni? Bisogna « [ ... ] ottenere che il bracciante ritorni lavoratore della terra, senza di che è inutile sperare possa migliorare le sue condizioni [ ... ] » (64). L'intuizione è giusta. Ma quali i modi del ritorno? Non certamente lottando contro gli affittuari per trovare nelle nuove aziende migliòri condizioni salariali ed una maggiore stabilità di lavoro, poichè in essi non si riconosce la figura dell'imprenditore capitalista, bensì dello speculatore. L'unica via è quella del ritorno alla: mezzadrìa. Sono le idèe già espresse dai braccianti nel 1889 in occasione della questione delle trebbiatrici e nel 1892 per l'assunzione dei terreni di Ostia. E questo indirizzo si adegua a quelli che informano l'Associazione cioè quelli di avvicinare il lavoratore alla fonte del lavoro, inteso a sua volta come fonte di sostentamento, togliendo di mezzo l'affittuario: sostenuti in ciò anche <latt'esperienza fatta nella coltivazione delle terre di Ostia, ove durante il 18~p fu adottato un sistema a cottimo, con risultati talmente disastrosi per la produzione che l'anno successivo fu giocoforza tornare alla mezzadria (65). L'occasione per questo ritorno è offerta nel 18~ quando il Comune cede in affitto alcune sue proprietà. Già in sede di Commissione del patrimonìo agricolo fra i diversi progetti presentati per l'utilizzo (63) A.C.A.B. Ravenna, Libro delle adunanze degli azionisti, cit., p. 35. (64) A.C.A.B. Ravenna, Libro delle adunanze degli azionisti, cit., p. _v. (65) A.C.A.B. Ravenna, Libro delle adunanze degli azionisti, cit., p. 27. ..
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