Nullo Baldini nella storia della cooperazione

SERGIO JARD( il granturco, fa seguito una razionale rotazione delle colture e quindi una intensificazione della produzione. Con ciò le grandi aziende della « larga» si pongono ìmmediatamente all'avanguardia del progresso. Ma questo nuovo assetto economico e colturale incide profondament~ anche sul mercato del lavoro. Rispetto alle forme di occupazione che si avevano attorno al 1880 esso comporta una più accentuata concentrazione dell'impiego del lavoro durante il periodo estivo e soprattutto una minore richiesta di mano d'opera(61). Ma anche la figura sociale del bracciante muta profondamente. Esso si trova sempre più vincolato a lavori attinenti le colture, quindi più direttamente dipendente da una azienda, e sempre meno occupato in lavori pubblici. Le mirabili qualità di terrazziere, acquisite in lunghi anni di duro lavoro, perdono di valore per lasciare il posto a quelle relative alla cura delle terre e delle coltivazioni. Se queste sono le condizioni in cui viene svolgendosi un processo di sviluppo economico, allora le parole del conte Gamba pronunciate alla Camera nel1' aprile del 1894 celano anche un ben preciso orientamento di politica economica. È vero che nel paese è in atto una crisi che coinvolge tutte le attività. Ma proprio per queste condizioni si accentuano i motivi di concorrenza delle imprese sul mercato. Di qui nasce la rìcerca di un diverso modo di mobilitazione e di uso del capitale. Si va alla ricerca dell'ottenimento di un maggior prodotto non già col prolungamento dell'impiego del lavoro, bensì invece col concentrare l'estrazione del maggior prodotto possibile su ogni unità lavorativa. Nel ·ravennate tale fine viene raggiunto mediante l'impiego di nuove macchine nell'agricoltura, le trebbiatrici e le falciatrici, e di nuove colt~r~ le foraggere e la barbabietola, cioè mezzi tecnici e strumemi produttivi nuovi. Inoltre è da tenere presente che nelle condizioni ambientali in cui essi debbono essere impiegati, e cioè nelle terre di recente bonifica, non sono necessari elevati immobilizzi per le strutture aziendali, ridotte al minimo. Perciò non è neppure necessario il ricorso al credito, poichè è sufficiente l'autofinanziamento ottenuto nei lunghi anni di sfruttamento della risaia. Così dalla crisi, che è (6i) A. PAGANI, La distribuzione del lavoro umano nell'azienda agraria, in INEA, Annali dell'Osservatorio di Economia agraria di Bologna, vol. li, Piacenza 1932, p. 3,87 ss.

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==