IL MOVIMENTO COOPERATIVO RAVENNATE, ECC. Il prato artificiale di medica si diffonde con sorprendente rapidità, per ragioni di carattere economico ed agronomico. Tale prodotto, infatti, incontra immediatamente un facile e conveniente collocamento specie nei mercati della zona mezzadrile della provincia e un po' ovunque nella Bassa pianura padana, cioè dove, per ragioni connesse ad una economia agricola di pura sussistenza della famiglia contadina, si fa poco posto alle foraggere, per lasciare le terre a coltivazioni cerealicole, e dove le forme più moderne di produzione hanno sviluppato la zootecnia. Sul piano agronomico le foraggere coltivate nei terreni da poco bonificati hanno alti rendimenti produttivi e si dimostrano singolarmente benefiche per la produttività delle terre (59). Così mentre nel 1880 i proprietari tendevano a prolungare il periodo della bonifica per godere più a lungo il beneficio della risaia, allora assai profittevole, ora tendono all'opposto, a ridurre al minimo la risaia e a rendere possibile il prato di medica, assai più conveniente. In questo modo si va delineando anche una nuova forma della struttura aziendale: se prima sulle terre in cui avevano operato le prime bonifiche si passava successivamente all'appoderamento, ora, anche per fattori ambientali che non consentono l'alberatura, i centri di svolgimento dei lavori della risaia si trasformano in centri di vere e proprie operazioni aziendali. È la nascita della boaria (60). Su queste terre nei primi degli annì '90 fa pure la sua apparizione la barbabietola che, al pari delle foraggere, conosce una rapìda diffusione e prima del finire del secolo entrano in attività i primi zuccherifici. Così la boaria diventa ìl centro della grande azienda capitalistica che impiega manodopera bracciantile a salario giornaliero nelle operazioni colturali del prato, e a partitanza per le altre colture. Ma le foraggere e la barbabietola comportano anche una modifica dei sistemi colturali. Al disordine e allo sfruttamento del terreno limitato nella zona della mezzadria a due soli prodotti fondamentali, il grano e (59) A. BELLucc,, Relazione sulla attività della Cattedra Ambulante d'agricoltura nel biennio 1903-1904, Ravenna 1905, p. 37. (60) Su queste trasformazioni ci permettiamo rinviare al nostro saggio, La famiglia mezzadrile, ecc. cit. Si veda anche G. PoRISINI, L'agricoltura ravennate nell'età giolittiana. Prime ricerche, Bologna 1964.
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