Nullo Baldini nella storia della cooperazione

SERGIO ::--iARDI rative della provincia. I lavori pubblici che possono essere assunti diminuiscono, gli utili scemano e la pesantezza finanziaria grava se;npre più sulle gestio~. Si crea così un circolo vizioso per cui le condizioni di fatto delle cooperative non permettono l'assunzione di quei pochi· lavori che vengono progettati, se non quando vi sono utili certi e consistenti. E le difficoltà di assumere lavori sono accresciute dal fatto che « [ ... ] glì appaltatori fanno delle camorre indecenti. L'Associazione [ravennate] ha concorso in alcuni lavori ed il ribasso è stato del 25 e del 32 per cento. Quando l'Associazione concorre gli appaltatori stabiliscono la camorra nel senso che si accordano per un ribasso enorme e se vi è perdita vi concorrono tutti. Nel primo caso sono gli operai costretti a lavorare per niente, nel secondo caso ci rimette lo Stato e anche gli operai perchè nelle aste alla cremonese che fanno poscia gli appaltatori si raggiungono ribassi enormi e la differenza fra il prezzo di aggiudicazione all'asta pubblica e quello che si ha nell'asta alla cremonese viene ripartita fra gli appaltatori concorrenti [... ] » (5r ). Gli utili raggiungono così importi talmente esigui che malamente riescono a coprire le spese(52) e per alcuni anni non viene distribuita la quòta spettante ai soci (53). Ogni tentativo viene messo in atto per salvare l'organizzazione. Si cercano lavori un po' ovunque in Italia, specie in Puglia e nella Maremma. Ma la volontà politica del Governo non è tale da favorire l'opera delle cooperative tanto che Baldini si rivolge a Costa affìnchè intervenga perchè « [ ... ] i lavori di terra siano suddivisi in lotti di lire roo.ooo ed _affidati alle cooperative [ ·•· l » (54). Sul piano locale per fronteggiare la concorrenza degli appaltatori privati le coop_<:..rativesi collegano fra di loro per acquisire maggior (51) Atti Parlamentari. Camera dei Deputati. Discussioni. XX Legislatura, Vol. II, p. 1731 ss., in M.A. SALVAco, Riflessi parlamentari, ecc. cit., p. 212. ù:ttera ìetta da Costa nel giugno del 1897 alla Camera, indirizzatagli dall'Associazione ravennate. (52) Si vedano i verbali delle assemblee del!' Associazione generale degli operai braccianti del Comune di RaYenna e quelli della Cooperativa fra gli operai braccianti di Massalombarda. (53) A.C.A.B. Ravenna, Libro delle adunanze degli azionisti, cit., assemblea del 16 giugno 1895, p. 26. (54) B.C.I., Fondo Costa, n. 4093, .. Baldini a A. Costa, s.d. e s.l. ma certamente 1,894.

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