IL MOVIMENTO COOPERATIVO RAVENNATE, ECC. 463 situazione economica e finanziaria dei lavori di Ostia deve ammettere che « [ ... ] è ben -difficile stabilire la situazione economica [ ... ] giacchè vi sono crediti dì incerta esazione e vi sono lavori non liquidati per i quali si attende anche l'esito delle riserve[ ... ] »(49). La situazione finanziaria già resa difficile dall'impresa di Grecia si appesantisce ulterìormente e suscita non poche contrarietà fra i braccianti. Nell'impossibilità di reperire un qualche lavoro a sollievo della disoccupazione dei soci, Armuzzi ritiene di dover impegnare finanziariamente l'Associazione per assumere in coltivazione i terreni bonificati ad Ostia. E qui la sua proposta incontra una fiera ed argomentata opposizione. Si contesta la legittimità della coltivazione dei terreni in quanto non è compresa negli scopi statutari, non si approva l'accomodamento con l'ìmpresa Canzini, si osserva che col nuovo impegno finanziario l'Associazione non sarà più in grado di assumere lavori in appalto, si fa presente che il clima è insalubre e infine che non esistendo un regolare contratto con lo Stato, proprietario dei terreni, in qualsiasì momento l'Associazione può essere estromessa. Solo alcuni sono favorevoli alla coltivazione dei terreni, ma perchè desiderano che i braccianti ritornino ad essere contadini. Nonostante tutto la proposta è approvata dall'assemblea con l'obbligo che l'impegno finanziario sìa limitato e non intralci l'assunzione di lavori. Di fronte a ciò il consigliere Rava dà le dimissioni perchè ogni singola responsabilità morale sia ben stabilìta e perchè ritiene che l'impresa riuscirà fatale per l'Associazione (so). Armuzzi ha dunque partita vinta, ma è l'ultima occasione che ha di guidare una impresa cooperativa. Di lì a pochì anni si verificherà puntualmente quanto avevano previsto i braccianti che si erano opposti alla coltivazione dei terreni e l'Associazione andrà sull'orlo del fallimento. Stabilitosi Armuzzi definitivamente ad Ostìa, pur rimanendo Presidente dell'Associazione, le redini del movimento ravennate passano praticamente nelle mani di Baldini. Ma il momento è estremamente grave. La crisi economica che colpisce l'Associazione ravennate si rìtrova anche nelle altre coope- (49) A.C.A.B. Ravenna, Libro delle adunanze degli az,onisti, cit., p. 19. (50) A.C.A.B. Ravenna, Libro delle adunanze degli azionisti, cit., pp. 19-20.
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