Nullo Baldini nella storia della cooperazione

SERGIO KARDI gravi rispetto ad Ostia perchè lontani da ogni possibile influenza diretta. L'ìmpresa sia per il disagio degli operai che per le disavvent1rre economiche della ditta dalla quale era stato assunto in subappalt0 il · lavoro, si concluderà ben presto con un disastro finanziario della co0perazione romagnola. Ancora nel 1900 Baldini scriverà a Costa perchè s'interessi presso il Governo italiano affinchè solleciti il Governo greco a restituìre almeno i 500.000 franchi oro promessi a tacitazione di ogni diritto del Consorzio per i lavori eseguiti e non pagati (44). È certo che l'impresa è stata azzardata e avventurosa e se ad Ostia i braccianti hanno lasciato numerose vittime, qui rischiano di lasciare il patrimonio economico, organizzativo ed ideale tanto faticosamente accumulato nel corso di un decennio. La fine dell'impresa « tessalo-romagnola-cooperativa-faccenderesca », come la chiama Antonio Labriola (45), lascia un pesante retaggio finanziario e segna una amara esperienza di tutto il movimento cooperativo romagnolo. In primo luogo sono i dirigenti ad essere colpiti. Germanico Piselli che dìrigeva il movimento cooperativo forlivese e faceva parte del Comitato direttivo del Consorzio, si rifugia in Grecia, lasciando in grave imbarazzo .la cooperativa, di cui era segretario, per cambiali false (46). Baldini scriverà poi sconsolato a Costa: « [ ... ] meglio è che [i nostri operai] riserbino la loro vigoria alla redenzione economica del proprio paese, piuttosto che andare in paesi stranieri, lontani in balia di speculatori senza difesa alcuna [ ... ] » (47). Ed anche Arrpuzzi è fatto segno a duri attacchi. Già nell'assemblea straordinaria dell'Associazione ravennate tenutasi il 20 dicembre 1891, i soci erano ve-!lùti a conoscenza che il ·Banco Canzinì, collegato alla società C;miini-Feuter dalla quale erano stati presi in subappalto i lavori di Ostia, si trovava in moratoria per cui l'Associazione era esposta con crediti, per lavori eseguiti, di difficile esazione (48). All'assemblea dell'anno successivo, 25 settembre 1892, quando presenta la (44) B.C.I., Fondo Costa, n. 2636, . Baldini a A. Costa, '-I luglio 1qoo da Ravenna. (45) A. Labriob, Lettere a Engels, ecc. cit., p. 5 r. (46) A. Labriola, Lettere a Engels, ecc. cit., p. 6o-6r. (47) B.C.I., Fondo Costa, n. 4093, . Baldini a A. Costa, s.l. e s.d. ma certamente 1894. {48) A.C.A.B. Ravenna, Libro delle adunanze degli azionisti, cit., p. 15.

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