SERGIO NARDI Armuzzi, per riprendere le trattative, si mrziano anche i contatti fra le diverse cooperative per arrivare alla costituzione di un Consorzio. Alla fine del 1891, costituito dalle cooperative di Ravenna, Bolo-· gna e Forlì, nasce il Consorzio delle associazioni coof)6fativedi lavoro e di produzione in Romagna, del cui Comitato Direttivo fanno parte anche Costa e Baldini, come segretario, e con esso l'impresa che porterà i lavoratori romagnoli in Grecia (37). È la prima forma consortile fra cooperative che si conosca. La Commissione intanto fra gli altri lavori trattati, di cui alcuni anche in Siria (38), riesce ad ottenere in subappalt~ quelli per la costruzione del tronco ferroviarìo JaniKladi-Larissa in Tessalia. L'impegno finanziario da affrontare è di note~ole mole e va dalle cauzioni da prestare, ai trasporti, all'impianto dei magazzeni e di tutti i servizi occorrenti. Ad ogni cooperativa interessata vengono assegnati compiti ben precisi per l'apertura dì crediti presso le banche locali e viene investito, attraverso Costa, lo stessoGoverno per le garanzie per le necessarie sovvenzioni. Dopo lunghe e laboriose pratiche e ìl superamento di non poche difficoltà l'impresa prende l'avvio. Ad essa partecipano 24 cooperative, di cui 19 di braccianti e 5 di muratori, appartenenti in numero di 13 alla provincia di Ravenna. 7 alla provincia di Forlì, e 4 a quella di Bologna (39). Ogni cooperativa invia un numero di operai sulla base di una percentuale rapportata ai propri soci iscritti. Così l'emigrazione già tentata dall'Associazione ravennate ad Ostia si ripete.di nuovo in terra straniera. Gli operai romagnoli non partono isolati e allo sbaraglio çome i loro comp;igni meridionali e veneti, ma organizzati e_siçj.iridel lavoro. Ma l'entusiasmo della partenza si tra- (37) L'informazione data da L. Lotti in I 1·epubblicani in Romagna dal 1894 al 1915, Faenza 1957, p. 168, che l'impresa di Grecia sia stata organizzata dalla Società braccianti di Forlì non è esatta. Anzi le società forlivesi rimasero escluse in un primo momento dalla direzione. Solo per intervento di Piselli entrarono a far parte del Consiglio direttivo. Si veda a questo proposito la lettera del 23 maggio 1891 inviata dalla Società braccianti di Forlì a N. Baldini in Archivio Feltrinelli Milano. (38) A.C.A.B. Massalombarda, Lettera dell'ing. Marcucci a N. Baldini del 2 febbraio 1891 da Atene. (39) A.C.A.B. Massalombarda, Lettera di N. Baldini alla Cooperativa di Massalombarda del 25 novembre 1891 da Ravenna.
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