Nullo Baldini nella storia della cooperazione

IL MOVIMENTO COOPERATIVO RAVENNATE, ECC. 459 sumo; la definitiva costituzione ed il funzionamento del fondo pensioni per gli operai vecchi ed impotenti al lavoro [ ... ] » (33). E nel contempo invita i soci a rispettare i dirigenti e a « [ ... ] sostenerli verso quei compagni che tentano di atterrarlì per fini occulti [ ... ] ». Ma di fronte ai dirigenti non stanno solo questi problemi. I lavori di Ostia che durano ormai da sette anni e che hanno permesso di impiegare 400 operai per otto mesi all'anno stanno per essere ultimati (34). L'esaurirsi di questa importante fonte di occupazione di fronte all'impossibilità certa di trovare lavori in Romagna ed in Italia, pone gravi difficoltà. Sull'onda dell'impressionante fenomeno di emigrazione transoceanica che si manifesta in quegli annì (35), i dirigenti tentano anch'essi la via dell'estero. Fra la fine del 1889 e gli inizi del 1890 vengono avviate trattative ìn Grecia ove debbono essere compiuti importanti lavori pubblici. Analoghi tentativi sono compiuti anche dalla cooperativa braccianti di Massalombarda (36). Ma le trattative non hanno buon esito poichè i lavori da eseguire erano di tale mole e richiedenti anche l'opera di manodopera specializzata, per cui non possono essere assunti da una sola cooperativa. La via d'uscita non può essere che quella della costituzione di una Federazione o di un Consorzio fra le cooperative ìnteressate. iÈ la vecchia idea già manifestata dalle organizzazioni romagnole che ritorna d'attualità. Ma gli scopi non sono quelli stessi che nel 1888 e nel 1889 avevano mosso i dirigenti. Allora dominavano le speranze e le necessità di rinsaldare il movimento in una prospettiva a lunga portata suscitata dall'approvazione della legge di riforma della contabilità dello Stato, ora domina un obiettivo più urgente, l'assunzione di grandi opere, imposto dal crescente bisogno di lavoro degli associati. Così contemporaneamente all'invio di una commissione in Grecia, composta dall'ingegner Marcucci di Faenza, dall'ing. Baravelli di Massalombarda e da (33) Lettera di A. Armuzzi ai soci dell'Associazione generale operai braccianti del Comune di Ravenna, in Il sole dell'avvenire, anno III serie II, n. II, 7 settembre 1889. {34) A.C.A.B. Ravenna, Libro delle adunanze degli azionisti, cit., p. 12. (35) G. LuzZATTo, Gli anni più ci-itici, ecc. cit., p. 433. (36) Per l'Associazione ravennate si veda A.C.A.B. Ravenna, Libro delle adunanze degli azionisti, cit., p. 10 e per la Cooperativa di Massalombarda, A.C.A.B. Massalombarda, Libro verbali del Consiglio di Amministrazione, p. 4.

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