Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

• - 600 - talia ha riconosciutoalla fine che non le si può togliere il monaco di Stilo senza rapirle l'uno de' suoi più gloriosi allori. ~lad'altra parte, fin dal suo tempo, Grozio lo dice un visionario, legi et Campanella! sornnia; Voet dichiara pendere incerto se gli scritti suoi siano dettati da una specie di mania, o dalla S'tnania di tuttofnnovare: non meno sfavorevolisono i giudizj di Conrig,Cipriano,Mersenne,Ernesto, Boekler, Deker, l\iohors, i quali lo tengono per uomo senza religione alcuna - imbevuto di ogni JJiìt asinesca superstizione - disposto ad ogni astuzia - e JJrtrùnenti n{ uriato nell'assaliree nel copiare l' em- _pietà di Afacchiaielli. Nessuno gli perdona l'Ateismo Debellato, nessuno trova una parola di simpatia per la sua insurrezione contro la Spagna. L'ottimo e liberalissi n10 scrittore delle cose napoletane, Giannone, lo tratta da i1nbroglione, Hpatriotico ed italianissimo Botta da delinquente, il buon Soave dice che aveva 1neritato i suoi ventisette anni di prigione, e noi preferjan10ancora questi durissimi giudizj alla stolida a1nmirazionedi tanti che, simili ad Bckart, hanno negato anche a' nostri tempi Je sue cospirazioni, dissimulate le sue innovazioni ed ignorate le sue titaniche contraclizionipresentandolo co1nescrittore ortodosso, ingiustamente perseguitato e meritevole di essere protetto dal papa e dalla Spagna e da ogni governo ben costituito sulle basi dell'assolutismo e della religione dominante. Che più? Comunquestrana })Ossaparervi la mia asserzione io ho il diritto di dichiararvi che nella stessa Sorbona, nel 1840, Campanella non sarebbe stato reputato degno di rice- ·vere il grado di Dottore delrAccademia di Parigi. · Quale sarà adunque il nostro giudizio'! Secondo

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