Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- ri99 - Tale fu Fra Tomaso Campanella, che precorse a ... Bacone nel me.todo,a Locke nella filosofia, a Leibnitz nella teodicea,e che pressentì ogni vera e falsa scienza; nel leggere i titoli delle sue ottanta opere, nello scorrere la rapida enumerazione de' suoi studj. da lui diretta a GabrielloNaudée, siam colti con1e da una specie di vertigine, e pare che il tempo dovesse mancare per leggerequanto egli inventava, ed an1aramente ci duole la perdita della sua tragedia: Marict Stuarda, dove forse avressimovisto una rivoluzione nel teatro. I suoi scritti di rnagia e di astrologiasono errori del tempo, nè mai cade nelle visioni di Giacomo Boehme o nelle briose stravaganzedei fratelli della Rosa Croce. Se lo aveste incol)trato_d, ue occhi ardenti come faci, una fisonomia intelligente e fulminea, una fronte rasta che assolvevaanticipatamente ogni precipitazione·,rassicurandola in ogni suo pii1 vario slancio, e da ultimouna testa in cui sette straordinarie prominenze davano asilo a tutte le anomalie dello spirito, vi avrebbero annunziato che passava dinanzi a voi uno di quelli uomini miracoJosidel risorgimento italiano, che vedeva~lichelangeload un tempo scultore,poeta, architettoed egualn1entesommo in ogni arte. Assai varj sono stati i giudizj sul merito di Campanella, e si può dire che i lettori si sono divisi in due campi comei Francesi e gli Spagnuoli, gli uni suoi ammiratori, gli altri suoi persecutori. Da una parte gli storici della filosofiaresero tutti giustizia alle sue fatidiche induzioni sulle teorie esperimentali; Herder, lo storico dell'umanità, tradusse le sue poesie nella sua Adrastea, i socialisti moderni lo riguardano come l'Omero delle utopie comuniste, l' I-

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==